Dove è nato Gesù? Quando è nato Gesù?

Gesù_Bambino

Luogo e data di nascita di Gesù

Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode

[Matteo 2, 1].

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo [Luca 2, 1-7].

Il problema del “dove è nato Gesù?” è risolto: entrambi gli evangelisti dichiarano esplicitamente che Gesù è nato a Betlemme. Lo stabilire il luogo di nascita di Gesù non è importante più di tanto: gli evangelisti sottolineano che Gesù è nato a Betlemme solo per dimostrare che nel Maestro hanno trovato compimento le profezie dell’Antico Testamento, ma la questione è irrilevante per quanto riguarda il messaggio cristiano ed il cammino spirituale che i fedeli del Cristo sono chiamati a fare.

Discorso analogo potrebbe farsi in merito alla data di nascita di Gesù, che è avvolta nel più fitto mistero e che ha procurato non pochi grattacapi agli studiosi dei vangeli: stabilire che Gesù è nato in un certo anno, oppure qualche anno prima o dopo, di suo, è utile solo per soddisfare la curiosità e per inquadrare storicamente il personaggio, ma, pur essendo del tutto ininfluente rispetto alle profonde verità insegnate dai vangeli, è comunque importante perché l’analisi delle evidenti differenze tra il vangelo di Matteo e quello di Luca porta ad interessanti conclusioni.

I riferimenti temporali da prendere in considerazione sono i seguenti:

  • Gesù è nato sotto il regno di Erode;
  • Gesù è nato al tempo del censimento.

Ci imbattiamo subito in una difficoltà: di quale Erode parlano i vangeli? La mente corre subito ad Erode il Grande – nato nel 73 a.C., salito al trono della Giudea nel 37 a.C. e morto nel 4. a.C. – ma non si deve trascurare che suo figlio, Archelao – subentrato al padre nel 4 a.C. e deposto nel 6 d.C. – era chiamato anche Erode Archelao, per cui i vangeli potrebbero riferirsi sia all’uno che all’altro. Escludo che Matteo si sia riferito ad Erode Archelao: egli, nel raccontare le vicende della Sacra Famiglia, accenna alla fuga della stessa dalla Palestina verso l’Egitto per sfuggire alla cosiddetta “strage degli innocenti” (che sarebbe stata ordinata da Erode il Grande) ed al ritorno in patria di Gesù, Giuseppe e Maria solo dopo la morte del sanguinario re: “Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode” [Matteo 2, 14-15]. Secondo il vangelo di Matteo la data di nascita di Gesù sarebbe, dunque, anteriore al 4 a.C.

Il vangelo di Luca complica le cose; anche il terzo evangelista accenna al regno di un Erode: “Al tempo di Erode, re della Giudea, c’era un sacerdote chiamato Zaccaria” [Luca 1,5], ma questo accenno non ci è di nessun aiuto; per chiarire a quale periodo Luca si riferisce è necessario tenere presente un altro importante riferimento temporale fornito dallo stesso evangelista, secondo il quale “In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio”.

I Romani conoscevano tre tipi di censimento:

  1. censimento universale (census populi romani), che riguardava solo coloro che godevano dello status di “cittadino romano” e che aveva lo scopo di controllare su quanti potenziali soldati poteva contare l’esercito dell’Urbe (solo i cittadini romani, ricordo, potevano far parte dell’esercito di Roma);
  2. censimento provinciale, che riguardava gli abitanti dei territori occupati da Roma (province) e che aveva lo scopo di determinare la ricchezza da tassare; questo tipo di censimento aveva, quindi, mire fiscali, per cui spesso era accompagnato da rivolte contro l’usurpatore;
  3. censimento di alleati, che riguardava gli abitanti – non soggetti a Roma – di regni alleati dell’impero (quale era il regno di Giudea ai tempi di Erode il grande).

Si ha notizia, storicamente accertata, di due censimenti avvenuti intorno all’anno “zero”: nell’ 8 a.C. si tenne un censimento universale (che, però, non poteva riguardare Giuseppe e Maria in quanto non erano cittadini romani) ed un censimento provinciale (di natura fiscale: infatti ne seguì la rivolta guidata da Giuda il Galileo) ordinato dall’imperatore Cesare Ottaviano Augusto al governatore della Siria Publio Sulpicio Quirinio nell’anno 6 d.C.

E’ doveroso segnalare come nel 207 d.C. Tertulliano – scrittore cristiano – riferì che nell’8 a.C. si fera tenuto anche un censimento “di alleati” nel regno di Giudea. Questo censimento, probabilmente svoltosi assieme a quello universale, fu indetto da tale Senzio Saturnino e fu organizzato dal futuro governatore della Siria, Quirinio.

 

L’ultima notizia riportata, per quanto di fonte incerta (sembra che Tertulliano l’abbia desunta dalla documentazione dell’amministrazione romana), è quella più convincente; infatti spiega:

  • perché Luca abbia parlato di censimento “su tutta la Terra” (vale a dire, universale), mentre, qualora avesse voluto riferirsi al censimento del 6 d.C., avrebbe dovuto usare l’espressione “censimento provinciale”;
  • perché, sia Luca che Matteo, parlino della nascita di Gesù come avvenuta al tempo in cui regnava Erode il Grande, che era ancora vivo nell’8 a.C..

Altre ipotesi porterebbero ad una forte dilatazione del periodo in cui collocare la nascita di Gesù: dal 4-6 a.C. (in particolare secondo il racconto di Matteo) fino al 6-7 d.C. (in base alle notizie forniteci da Luca) e ciò implicherebbe l’inevitabile conclusione dell’esistenza di due ragazzi di nome Gesù, di cui uno citato dal vangelo di Matteo (nato non oltre il 4-6 a.C.) ed un altro citato dal vangelo di Luca (nato tra il 6 ed il 7 d.C.).

La possibilità che i vangeli citati parlino di due persone differenti, non cade nemmeno fissando la loro nascita nello stesso periodo; questo è ovvio, ma per decidere in via definitiva in merito a questa questione, è necessario esaminare il seguito dei racconti evangelici.

Segnalo, a solo titolo di curiosità, che il collocare la nascita di Gesù intorno all’8 a.C., modificherebbe l’età, che avrebbe avuto Gesù all’epoca della sua morte, per tradizione indicata in 30-33 anni: retrocedendo la data della nascita, si dovrebbe concludere che Gesù morì a più di quarant’anni. Infatti Luca, all’inizio del terzo capitolo del suo vangelo, dice che Giovanni il Battista cominciò ad operare “Nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare …”; poiché Tiberio salì al trono nel 14 d.C., l’inizio della predicazione del Battista può essere approssimativamente stabilito al 29 d.C.; inoltre i vangeli lasciano intendere che Gesù abbia iniziato il suo apostolato poco tempo dopo il “Battesimo nel Giordano” e che questo si protrasse per circa tre anni: questi ragionamenti ci portano a stabilire la data della morte di Gesù al 32-33 d.C., quando un uomo, nato nell’ 8 a.C., avrebbe avuto circa quarant’anni.

nel prossimo articolo affronteremo una questione spinosissima, che ha dato luogo ad infinite discussioni: la verginità di Maria.

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