L’ENERGIA DEGLI SCACCHI: 54.a LEZIONE

Partita n. 8: Bernstein – Najdorf

Montevideo, 1954

La partita a scacchi, che presenterò ora, fu giocata, come indicato, a Montevideo nel 1954. Il Bianco era O. Bernstein, che all’epoca aveva qualcosa come 72 anni! Eppure il suo gioco non aveva perso nulla della freschezza e della ricchezza delle idee, che lo avevano portato ai vertici dello scacchismo mondiale nei primissimi anni del Novecento. Bernstein non fu un giocatore di scacchi professionista: era fuggito dalla Russia sovietica e si era stabilito a Parigi, dove svolse con successo la professione forense. Ma non dimenticò mai il suo primo amore: gli scacchi. L’avversario di Bernstein non era un pivello qualunque, ma un Grande maestro, punta di forza dello scacchismo occidentale negli anni dell’egemonia sovietica: Miguel Najdorf (di origine polacca, si era stabilito in Argentina: di qui la strana commistione di lingue nel suo nome).

  1. d2-d4,   Cg8-f6;
  2. c2-c4,   d7-d6;
  3. Cb1-c3, Cb8-d7;
  4. e2-e4,   e7-e5;
  5. Cg1-f3,   g7-g6;

Sia pure con inversione di mosse, il Nero intende impiantare lo schema tipico dell’apertura denominata “Est-Indiana”, caratterizzata dallo sviluppo in fianchetto dell’Alfiere di Re nero (posizione dalla quale questo pezzo potrebbe dominare tutto il centro) e dalla reazione all’occupazione del centro da parte del Bianco con le spinte “e5”, oppure “c5”.

L’Est Indiana è una bellissima, quanto complicatissima, apertura, che dà luogo a svolgimenti estremamente interessanti e molto diversi a seconda che:

  1. il Bianco blocchi il centro prima o dopo l’uscita del Cb8 (in c6 o in d7) e a seconda che il Bianco sviluppi il suo Cg1 in f3, oppure attenda a muoverlo, sostenendo il Pe4 con la spinta f2-f3. In tutti questi casi il Nero opta per contrastare il predominio centrale del Bianco con la spinta e7-e5;
Diagr. 761: sviluppo del Cg1 in f3, spinta in d5 con BLOCCO DEL CENTRO, DOPO CHE IL Nero ha portato il Cb8 in c6. La struttura del centro è anche detta “Mar del Plata”
Diagr. 761: sviluppo del Cg1 in f3, spinta in d5 con BLOCCO DEL CENTRO, DOPO CHE IL Nero ha portato il Cb8 in c6. La struttura del centro è anche detta “Mar del Plata”

Con la struttura di Pedoni “Mar del Plata”, il Bianco attacca normalmente l’ala di Donna ed il Nero, grazie alle coraggiose spinte dei Pedoni “f” e “g”, tenterà di scardinare l’arrocco del Bianco.

Diagr. 762: sviluppo del Cg1 in f3, spinta in d5 con BLOCCO DEL CENTRO, PRIMA CHE IL Nero abbia portato il Cb8 in c6. La struttura del centro è anche detta “Petrosian”
Diagr. 762: sviluppo del Cg1 in f3, spinta in d5 con BLOCCO DEL CENTRO, PRIMA CHE IL Nero abbia portato il Cb8 in c6. La struttura del centro è anche detta “Petrosian”

La struttura pedonale è identica a quella precedente, ma il diverso sviluppo del Cb8 può rendere più impegnativo l’attacco del Bianco sull’ala di Donna, grazie al maggior controllo che il Nero può esercitare sulla casa c5. Il Bianco spesso ritarda l’arrocco, anche se il più delle volte si risolve per il classico arrocco corto.

Diagr. 763: il Cg1 non viene sviluppato in f3, il Bianco effettua la spinta in d5 con BLOCCO DEL CENTRO e sostiene il pe4 con la spinta f3. La struttura del centro è anche detta “Sämisch”.
Diagr. 763: il Cg1 non viene sviluppato in f3, il Bianco effettua la spinta in d5 con BLOCCO DEL CENTRO e sostiene il pe4 con la spinta f3. La struttura del centro è anche detta “Sämisch”.

Una delle opzioni più interessanti per il Bianco, che normalmente ritarda l’arrocco, preparandosi, a seconda dello sviluppo del gioco, ad attaccare l’ala di Re con l’avanzamento di una poderosa massa di Pedoni ad quella parte della scacchiera. Alcuni decenni fa questa variante mise in crisi i cultori dell’Est Indiana fino a quando non furono trovate opportune contromisure strategiche.

2. il Nero opti per la spinta in c5, sempre con blocco del centro da parte del Bianco. Vi è anche la possibilità che il Bianco preferisca sviluppare l’AR in fianchetto previa spinta g2-g3;

Diagr. 764: il Nero ha spinto in c5 e non in e5, concedendo al Bianco un certo vantaggio di spazio al centro. La struttura che si è creata è anche detta “Averbach”
Diagr. 764: il Nero ha spinto in c5 e non in e5, concedendo al Bianco un certo vantaggio di spazio al centro. La struttura che si è creata è anche detta “Averbach”

Con questa formazione di Pedoni il Nero concede al Bianco un consistente vantaggio centrale e non deve assolutamente giocare in modo passivo, ma cercare di scardinare la catena di Pedoni c4-d5 con le spinte b5 e/o e6. E’ una variante che richiede una profonda dimestichezza con i principi strategici.

Diagr. 765: il Nero ha spinto in c5 e non in e5, concedendo al Bianco un certo vantaggio di spazio al centro. Il Bianco sviluppa l’AR in fianchetto che limita le possibilità di reazione del Nero contro la catena di Pedoni. La struttura che si è creata è anche detta “Centro jugoslavo”
Diagr. 765: il Nero ha spinto in c5 e non in e5, concedendo al Bianco un certo vantaggio di spazio al centro. Il Bianco sviluppa l’AR in fianchetto che limita le possibilità di reazione del Nero contro la catena di Pedoni. La struttura che si è creata è anche detta “Centro jugoslavo”

La situazione sembra del tutto simile a quella esaminata precedentemente, salvo che per un particolare: l’Alfiere di Re del Bianco viene sviluppato in fianchetto e l’eventuale attacco alla catena c4-d5 con e7-e6 rischia di potenziare troppo l’Ag2. Molto spesso il Nero tenta di chiudere il centro del tutto con la spinta in e5, che il Bianco può contestare con la presa “en passant” d5xe6.

3. il Nero non spinge né in c5, né in e5, ma cerca di organizzare un’efficace reazione contro l’ala di Donna del Bianco;

Diagr. 766: Il Nero non spinge al centro ed il Bianco non spinge in d5, sostenendo il Pe4 con f3 (Centro moderno con la variante “Sämisch”)
Diagr. 766: Il Nero non spinge al centro ed il Bianco non spinge in d5, sostenendo il Pe4 con f3 (Centro moderno con la variante “Sämisch”)

E’ una variante molto simile a quella vista con il “centro Sämisch”, con un’avvertenza: il Nero sviluppa invariabilmente il Cb8 in c6, volendo dare il via alla battaglia per il possesso della casa d4; inoltre il Nero, non avendo spinto né in c5, né in e5, si riserva entrambe le possibilità per il momento in cui una delle due spinte potrà essere effettuata in circostanze più favorevoli. Il Bianco, che si riserva di arroccare o corto, o lungo, a seconda della piega che prenderanno gli avvenimenti, può incontrare qualche difficoltà ad ultimare il proprio sviluppo.

Diagr. 767: Il Nero non intende effettuare spinte centrali, ma cerca di crearsi un contro gioco sull’ala di Donna normalmente effettuando la spinta in b5 (Centro “Panno”)
Diagr. 767: Il Nero non intende effettuare spinte centrali, ma cerca di crearsi un contro gioco sull’ala di Donna normalmente effettuando la spinta in b5 (Centro “Panno”)

 

Diagr. 768: questa struttura si è originata dalla spinta del Nero in c6 e da quella del Bianco in d5 seguita dal cambio. Anche qui il Nero non intende effettuare spinte centrali, ma ottenere un vivace gioco contro l’ala di Donna del Bianco (Centro “Kavalek”)
Diagr. 768: questa struttura si è originata dalla spinta del Nero in c6 e da quella del Bianco in d5 seguita dal cambio. Anche qui il Nero non intende effettuare spinte centrali, ma ottenere un vivace gioco contro l’ala di Donna del Bianco (Centro “Kavalek”)

Le ultime due linee di gioco hanno molto in comune e, in particolare, l’abbandono del centro (almeno nella fase iniziale) da parte del Nero, che così cede molto spazio all’avversario nella speranza di potenziare la massimo l’azione dell’Ag7 nel suo attacco all’ala di Donna del Bianco.

4. il Nero spinga in e5 ed il Bianco scelga di allentare la tensione centrale con la presa d4xe5 – quindi senza bloccare il centro – ed aprendo la colonna “d”; è il caso della partita che abbiamo iniziato ad esaminare;

Diagr. 769: Il Centro del “Cambio”
Diagr. 769: Il Centro del “Cambio”

In calce al diagramma non ho inserito commenti perché questa conformazione centrale deve essere esaminata più dettagliatamente, posto che si tratta della struttura di Pedoni scelta dai protagonisti della partita Bernstein-Najdorf, che stiamo analizzando.

Gli elementi più evidenti della posizione derivanti dal cambio in e5 sono:

  • la colonna “d” aperta;
  • la casa d4 debole (per il Bianco); si tratta di una debolezza “fissata” dalla presenza del PNe5;
  • le case b6 e d6 deboli; si tratta, però, di una debolezza non fissata, per cui il Bianco dovrà tendere ad effettuare la spinta in c5 per rendere definitive le debolezze del Nero.

Quanto detto al terzo punto precedente, ovvero la necessità per il primo giocatore di fissare la debolezza delle case b6 e d6 con la spinta in c5, è il fulcro di tutta la strategia del Bianco. Il Nero può opporsi a questo programma, spingendo in a5 per evitare che il Bianco appoggi la spinta in c5 con l’introduttiva b4. Senza la spinta in a5, come è avvenuto nella partita Bernstein – Najdorf, il Nero ottiene una struttura di Pedoni senz’altro più solida e può cercare di sfruttare le debolezze dell’avversario, in particolare con la spinta dei Pedoni dell’ala di Re contro l’arrocco del Bianco. Questa è una strategia pericolosa ed ha un senso se si può indurre il Bianco a indebolire la struttura dell’arrocco con la spinta in f3 (che in tal modo diventa l’obiettivo d’attacco dei Pedoni neri). Il Nero, nel perseguire una strategia di attacco all’arrocco bianco, deve fare attenzione alla posizione dell’AD bianco. Le manovre di questo sull’ala di Re favoriscono il suo attacco con i Pedoni spinti in profondità sulla stessa ala (l’Alfiere deve normalmente ritirarsi in f2, svolgendo una modestissima funzione), mentre, qualora il Bianco sviluppasse il suo AD in b2, casa da cui potrebbe esercitare una forte pressione sul Pe5 del Nero e contro l’ala di Re, il secondo giocatore dovrebbe tenere nel debito conto le possibilità di attacco del Bianco; il non farlo potrebbe essere un suicidio: è ciò che avverrà in partita, nella quale vedremo il Nero voler ugualmente attaccare, nonostante la dominante posizione dell’Ab2, fin troppo ottimisticamente l’arrocco del Bianco, rimanendone fulminato. Si tenga presente un’altra possibile strategia del Bianco: cambiare le Donne subito ed attaccare il Pc7 con il Cavallo sfruttando la casa d5, posto che il Nero non avrà ancora avuto tempo di spingere in c6. In tal modo il Bianco otterrebbe una leggera, ma duratura iniziativa.

Dalle pochissime note fatte si può dedurre la complessità di una variante, che invece apparirebbe semplice dato l’immediato chiarimento della tensione centrale.

5. il Nero eviti il blocco del centro operando la presa e5xd4.

Diagr. 770: debolezza del Pe4, possibile debolezza del Pd6 (qualora il Nero spingesse il Pedone “c”), case c5 ed e5 possibili basi per i pezzi neri, vantaggio di spazio del Bianco: queste sono le caratteristiche principali del cosiddetto “Centro Ortodosso”
Diagr. 770: debolezza del Pe4, possibile debolezza del Pd6 (qualora il Nero spingesse il Pedone “c”), case c5 ed e5 possibili basi per i pezzi neri, vantaggio di spazio del Bianco: queste sono le caratteristiche principali del cosiddetto “Centro Ortodosso”
Diagr. 771: tutto come nel “Centro Ortodosso”, con una differenza: la difficoltà a difendere il Pc4 bianco a causa dello sviluppo in fianchetto dell’AR bianco. Molto spesso il Nero sceglie questo impianto proprio dopo che il Bianco ha aperto il fianchetto; infatti la struttura che si forma è stata denominata “Centro ortodosso contro il fianchetto”
Diagr. 771: tutto come nel “Centro Ortodosso”, con una differenza: la difficoltà a difendere il Pc4 bianco a causa dello sviluppo in fianchetto dell’AR bianco. Molto spesso il Nero sceglie questo impianto proprio dopo che il Bianco ha aperto il fianchetto; infatti la struttura che si forma è stata denominata “Centro ortodosso contro il fianchetto”

Il centro ortodosso, sia nella versione con il fianchetto che in quella con altro sviluppo dell’AR bianco, presenta le seguenti caratteristiche:

  • possibile pressione da parte del Nero contro il Pe4, la cui difesa potrebbe creare qualche imbarazzo al Bianco;
  • posto che il Nero cerca, nella maggioranza dei casi, di spingere in d5 è possibile che intenda anche appoggiare questa spinta con c7-c6; ma, fino a quando esso non riesce a giocare effettivamente d6-d5, si trova con il Pd6 debole ed arretrato su colonna aperta;
  • previa “fissazione” delle case c5 ed e5 (con le spinte a7-a5 e g7-g5), il Nero potrà sfruttare dette postazioni come basi per le operazioni dei suoi pezzi;
  • il Bianco gode di un evidente vantaggio di spazio, che può essere incrementato con le spinte b4 ed f4;
  • qualora il Bianco aprisse il fianchetto di Re, il Nero potrebbe sfruttare le minori possibilità di difesa del Pc4 per esercitare una certa pressione.

Come si è visto le idee nell’Est Indiana sono tantissime, temi tattici e strategici si fondono in un insieme armonico, facendone una delle aperture più misteriose ed affascinanti del gioco degli scacchi. Consiglio di studiarla profondamente; però, vi prego: non studiate le mosse a memoria, ma solo le idee che portano a quelle mosse. Pietro Ponzetto ha scritto un libro splendido in proposito: “Enciclopedia delle idee nelle aperture – La difesa Est Indiana”. Ottimo anche il libro “Bronstein insegna l’Indiana di Re”.

Fatte tutte queste considerazioni, possiamo tornare alla partita.

 

6. d4xe5, d6xe5;

Diagr. 772: dopo 6. …, d6xe5 si è determinata una posizione leggermente favorevole al Bianco
Diagr. 772: dopo 6. …, d6xe5 si è determinata una posizione leggermente favorevole al Bianco

Si veda l’analisi fatta a proposito del “Centro del cambio” per comprendere meglio le prossime mosse che verranno giocate. Annoto come l’inversione di mosse attuata dai due avversari non permetta al Bianco di adottare la linea, che prevede il cambio delle Donne e la pressione su c7 con un Cavallo posto in d5 (previe mosse preparatorie per eliminare l’influenza del Cf6).

  1. Af1-e2,   c7-c6;

Il Bianco adotta la strategia standard in questo tipo struttura posizionale: cerca di sottrarre la casa d5 al Bianco; ma cosa aspetta a portare l’Alfiere in g7?!

  1. 0-0,   Dd8-c7;
Diagr. 773: posizione dopo 8. …, Dc7
Diagr. 773: posizione dopo 8. …, Dc7

La spinta in c6, fatta alla mossa precedente, aveva lo scopo di inibire la casa d5 al Cc3 e di permettere questo spostamento di Donna, che rinforza la difesa del Pedone e5, liberando così il Cd7 per le successive manovre. Ma questa non è la normale strategia da seguire in questa variante: la Donna dovrebbe essere sviluppata in e7 per sostenere il salto del Cd7 in c5, da cui, incidentalmente, preme sul Pe4. Il Bianco, per poter spingere in c5, come prevede la strategia di questa variante, ora dovrebbe giocare Ae3, che il Nero potrebbe attaccare con Cg4 allo scopo di indebolire il controllo della casa c5. Siamo nel pieno di una battaglia strategica.

Con la successiva spinta il Bianco mira proprio ad impedire il salto del Cavallo Nero in g4 per poter portare l’Alfiere di Donna in e3:

  1. h2-h3, Cd7-c5;

Come vedete, la lotta ferve al centro: con l’ultima mossa il Nero intensifica la pressione sul Pedone e4, ma il suo scopo non è quello (infatti il Bianco si difende agevolmente con la successiva 10. Dc2, che è anche una buona mossa di sviluppo in quanto velocizza la messa in gioco delle Torri bianche): lo scopo del Nero è di portare un Cavallo in e6 e il suo collega in h5 e poi in f4. Questa manovra, accompagnata dalla spinta in f5 del Pedone, vorrebbe essere l’inizio di una forte pressione contro l’ala di Re del Bianco. Un piano ambizioso ed interessante, ma prematuro; infatti la lotta per il possesso, il controllo, o il blocco del centro non è ancora terminata. Il Bianco – molto saggiamente – prosegue con un sano sviluppo in attesa degli eventi. Tutto questo sarebbe stato meglio impostato con la Donna in e7 e con l’Alfiere in g7. Il seguito della partita ci dimostra come il Nero intenda attuare una strategia d’attacco contro l’arrocco bianco, spingendo contro quello tutti i Pedoni dell’ala di Re: con queste intenzioni sarebbe stato meglio coordinare meglio i pezzi ed evitare di creare troppe debolezze nel proprio campo.

10. Dd1-c2, Cf6-h5;

11. Tf1-e1, Cc5-e6;

12. Ac1-e3, Af8-e7;

Diagr. 774: posizione dopo 12. …, Ae7
Diagr. 774: posizione dopo 12. …, Ae7

Il Nero sta attuando il proprio piano ed ora vuole arroccare corto; però il Nero porterà il Re in una posizione molto esposta, che sarà tanto più vulnerabile quanto più i suoi Pedoni “f”, “g” ed “h” verranno spinti. Non solo: l’apertura di un fianchetto – poi non eseguito – ha già creato un “buco” in h6 ed inoltre tutti i pezzi del Nero sono scoordinati, il che – assieme ad una situazione centrale non ancora stabilizzata – dovrebbe consigliare molta prudenza nell’iniziare un’operazione sull’ala di Re contro l’arrocco del Bianco, che appare molto solido e quasi inattaccabile (solo la spinta in h3 lo ha lievemente indebolito).

13. Ta1-d1,   0-0;

14. Ae2-f1, …;

Ben giocato: l’Alfiere in f1, oltre a continuare la sua osservazione dell’ala di Donna, rinforza le difese dell’arrocco nell’imminenza dell’attacco dell’avversario, un attacco, che comincerà, ma che non potrà continuare …

14. …, Ch5-g7;

Il Nero ha deciso diversamente rispetto a quanto detto nel commento alla nona mossa: il Cavallo non si dirige in f4, ma va a sostenere la spinta del Pedone in f5.

15. a2-a3, f7-f5;

Mentre il Bianco prepara una forte espansione sull’ala di Donna, il Nero inizia il suo attacco contro l’arrocco, come da programma e come avviene di solito in questo tipo di partite.

16. b2-b4, f5-f4;

17. Ae3-c1, Ae7-f6;

18. c4-c5,   g6-g5;

19. Af1-c4, Rg8-h8;

20. Ac1-b2, h7-h5;

Diagr. 775: posizione dopo 20. …, h7-h5
Diagr. 775: posizione dopo 20. …, h7-h5

Cosa è successo nelle ultime cinque mosse? Semplice: il Bianco ha continuato la sua azione di controllo del centro. L’espansione sul lato di Donna non è stato fine a se stesso, ma è servito a piazzare adeguatamente i pezzi – in particolare: gli Alfieri – a controllo delle case e5 e d5. In poche parole: mentre il Nero si è lanciato in un attacco tipico delle partite da caffè – senza prima assicurarsi il possesso, o almeno il blocco del centro – il Bianco ha portato avanti un piano semplice, ma molto intelligente, di controllo del centro, che ora occuperà, aprendo nello stesso tempo tutte le linee contro l’arrocco del Nero. Proprio così: grazie al possesso ed al controllo del centro, sarà il Bianco a saltare addosso al Re avversario e non viceversa, come avrebbero fatto credere le mosse precedenti. Il tutto avverrà grazie ad una serie fantastica di sacrifici, che fanno di questa partita una meraviglia scacchistica.

21. Cc3-d5!!, …;

Diagr. 776: prima sorpresa: il Bianco sacrifica un Cavallo, che il Nero è obbligato a prendere.
Diagr. 776: prima sorpresa: il Bianco sacrifica un Cavallo, che il Nero è obbligato a prendere.

Ora il Nero non può rifiutare il velenoso dono; infatti la sua Donna è in presa e, qualora il Nero si limitasse a spostarla, seguirebbe Cxf6 con immediata caduta del Pedone e5 ed apertura della grande diagonale puntata contro il Re!

21. …, c6xd5;

22. e4xd5, Cf6-d4;

23. Cf3xd4, e5xd4;

24. d7-d6, Dc7-d7;

Diagr. 777: posizione dopo 24. …, Dd7. Come aprire la grande diagonale a1-h8?
Diagr. 777: posizione dopo 24. …, Dd7. Come aprire la grande diagonale a1-h8?

25. Td1xd4!!, …;

Diagr. 778: seconda sorpresa. La Torre non può essere catturata!
Diagr. 778: seconda sorpresa. La Torre non può essere catturata!

Con questa mossa il Bianco apre violentemente la grande diagonale. Se il Nero accettasse il sacrificio, sparirebbe l’Alfiere f6, che è l’unico ad opporsi alla strapotenza dell’Ab2 e ad impedire alla Te1 di irrompere in e7 con effetti devastanti. Infatti se: 25. …, Axd4; 26. Axd4 con la tremenda minaccia Te7, che obbliga il Nero a rispondere 26. … Te8; 27. Dg6!!, Txe1+; 28. Rh2 e la situazione si presenterebbe come segue:

Diagr. 779: analisi di una variante
Diagr. 779: analisi di una variante

A questo punto il Bianco minaccia semplicemente di dare matto con Dh6: il Re non può muoversi ed il Cavallo è inchiodato; unico modo di parare il matto suddetto sarebbe giocare 28. …, Te6; 29. Axe6 ed ora il Nero perde la Donna e, in ogni caso, non può evitare il matto in g7! Ecco le conseguenze del tremendo indebolimento dell’arrocco Nero! Naturalmente Najdorf si è accorto di tutto questo e gioca:

25. …,   f4-f3!;

26. Td4-e4, …;

Diagr. 780: posizione dopo 26. Tde4: il Nero non può cambiare il terribile Ab2
Diagr. 780: posizione dopo 26. Tde4: il Nero non può cambiare il terribile Ab2

Ora verrebbe quasi spontaneo per il Nero eliminare l’Ab2, ma dopo la ripresa di Donna (che manterrebbe inchiodato il Cg7) per il Nero sarebbe impossibile impedire la discesa della Torre in e7 con effetti immediatamente decisivi. Il Nero cerca di portare la sua Donna in difesa dell’arrocco:

26. …, Dd7-f5;

Tra l’altro la Donna nera sulla diagonale b1-h7 lega la Torre bianca in e4: essa non può muoversi perché il Nero catturerebbe la Donna bianca. Ma è proprio così?!

27.Vg2-g4,   h5xg4;

28. h3xg4, Df5-g6;

29. Te4-e8!!, …;

Diagr. 781: terza e non ultima sorpresa: la Donna in c2 non può essere catturata!
Diagr. 781: terza e non ultima sorpresa: la Donna in c2 non può essere catturata!

Se ora 29. …, Dxc2?; 30. Txf8+, Rh7; 31. Ag8+, Rh6 (31. …, Rg6??; 32. Txf6#; se invece 31. …, Rh8; 32. Ab3+ – di scoperta – con guadagno della Donna, rimanendo con Torre e due Pedoni in più e concrete possibilità di dare il matto in poche mosse); 32. Txf6+, Dg6 (unica); 33. Txg6 e vince, non solo per i due Pedoni in più, ma anche e soprattutto per la minaccia Te7, che guadagnerebbe il Cavallo e creerebbe potenti minacce di matto. Decisamente l’inchiodatura della Te4 era solo un’illusione ottica!

Diagr. 782: analisi di una variante
Diagr. 782: analisi di una variante

29. …, Ac8-f5;

30. Te8xa8!, …;

Diagr. 783: posizione dopo 30. Txa8! La Donna in c2 non può essere presa nemmeno ora!
Diagr. 783: posizione dopo 30. Txa8! La Donna in c2 non può essere presa nemmeno ora!

La Donna è ancora intangibile: 30. …, Axc2?; 31. Txf8+, Rh7; 32. Ag8+, Rh6; 33. Txf6 e vince grazie all’incolmabile superiorità materiale; in più il Bianco in tale posizione potrebbe giocare per dare il matto in poche mosse.

30. …, Tf8xa8;

31. g4xf5, Dg6-h5;

Anche il Nero prova a minacciare qualcosa; con la successiva 32. …, Dh3 il Nero minaccerà addirittura il matto in g2, ma il Bianco è ben corazzato ed ha calcolato tutto!

32. Te1-e4, Dh5-h3;

33. Ac4-f1, Dh3xf5;

Diagr. 784: sembra che il peggio sia passato!
Diagr. 784: sembra che il peggio sia passato!

34. Te4-h4+!!, …;

Diagr. 785: quarta ed ultima sorpresa. Ora il Bianco raccoglie i frutti di una superiore strategia e di una perspicacia tattica non comuni (nemmeno fra i Grandi Maestri)
Diagr. 785: quarta ed ultima sorpresa. Ora il Bianco raccoglie i frutti di una superiore strategia e di una perspicacia tattica non comuni (nemmeno fra i Grandi Maestri)

Il Nero deve prendere la Torre poiché in caso di 34. …, Rg8 seguirebbe 35. Ac4+, Ce6 (35. …, Rf8?; 36. Th8#!!); 36. Dxf5 e vince, per cui:

34. …, g5xh4;

35. Dc2xf5, Cg7xf5;

36. Ab2xf6+, Rh8-g8;

37. d6-d7, Abbandona.

Il Bianco minaccia di promuovere ed il Nero non ha alcun mezzo per impedirlo, se non quello di dare la Torre, rimanendo con un pezzo in meno in posizione disperata.

Diagr. 786: la promozione è inevitabile ed il Nero abbandona perché rimarrebbe con un pezzo netto in meno e con nessuna possibilità di salvare la partita.
Diagr. 786: la promozione è inevitabile ed il Nero abbandona perché rimarrebbe con un pezzo netto in meno e con nessuna possibilità di salvare la partita.

Bisogna riconoscere che il Grande Maestro Bernstein ha qui prodotto la sua più bella partita. E’ vero che il Nero con la sua strategia suicida gli ha spalancato le porte, ma non crediate che l’impostazione del Nero sia tutta da buttare: se il Bianco non avesse trovato tutte le fantastiche combinazioni, che ha inscenato, l’attacco del Nero sarebbe stato molto forte poiché una valanga di Pedoni si era già messa in movimento contro l’arrocco del Bianco. Il merito di Bernstein è stato quello di sfruttare nel modo più bello tutte le possibilità offerte dalla posizione.

Voi vi chiederete se Bernstein abbia calcolato tutto. Non credo: certi sacrifici si fanno basandosi solo su considerazioni posizionali; nel nostro caso, con il primo sacrificio di Cavallo, il Bianco ha ottenuto l’apertura delle diagonali puntate contro il Re nemico, diagonali su cui erano piazzati micidiali Alfieri, ed ha ottenuto la possibilità di sfruttare nel modo migliore la colonna “e”. A questo dovete aggiungere che l’arrocco del Nero era un vero colabrodo e capirete che un Grande Maestro non ha assolutamente bisogno di calcolare tutte le varianti possibili prima di eseguire un sacrificio così promettente quale è stato 21. Cc3xd5!!

Ho detto all’inizio che Bernstein, all’epoca in cui venne giocata questa partita, aveva già 72 anni. Per questo essa mi ricorda il capolavoro di Steinitz, che ho presentato al capitolo dedicato al gioco delle Torri, capolavoro che è stato prodotto da uno scacchista già anziano (Steinitz aveva 59 anni ed era malato): con questa partita Bernstein ha dimostrato una freschezza di idee, una profondità strategica, un acume tattico, che molti giovani Grandi Maestri di oggi – tutti presi dal gorgo del professionismo – potrebbero invidiargli.

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