L’ENERGIA DEGLI SCACCHI: 57.a LEZIONE

Quando gli scacchi diventano magia! L’ultima partita presentata non ha incontrato molto i gusti del pubblico. Si trattava di una partita normale, con un attacco semplice ed una combinazione abbastanza prevedibile. Questa che vedremo adesso è una delle più belle combinazioni che siano state giocate nella storia dei tornei di scacchi.

Partita n. 11: Rotlewi – Rubinstein

Lodz, 1908

Vedremo ora una partita a scacchi giocata a Lodz (Polonia) nel 1908, tra il Maestro Rotlewi e quello che sarebbe diventato, di lì a pochi anni, uno dei più seri pretendenti alla corona di campione del mondo, Akiba Rubinstein, che incantò tutti con il suo gioco cristallino, con il suo profondo senso della posizione, con la magnificenza delle sue combinazioni e con la perfezione dei suoi finali. Nato nel 1882, Rubinstein fu profondamente scosso dagli eventi della prima guerra mondiale e, in seguito, pur facendo rifulgere a tratti la sua grande classe e pur ottenendo risultati di tutto riguardo, non riuscì a mantenere costanza e sicurezza di rendimento, fino a sparire dalle scene scacchistiche per essere ricoverato in una casa di cura per malattie nervose. Morì nel 1961.

La partita si apre con il Pedone di Donna, come la precedente, ma prosegue sui binari della difesa Tarrasch. Il Bianco non fu all’altezza del grande avversario e commise errori – molto istruttivi, però – che permisero a Rubinstein di inscenare una delle più belle combinazioni di tutti i tempi.

 

  1. d2-d4, d7-d5;
  2. Cg1-f3, Cg8-f6;
  3. c2-c4, e7-e6;
  4. Cb1-c3, c7-c5;
Diagr. 828: Partita Semi Tarrasch
Diagr. 828: Partita Semi Tarrasch

Con la successiva mossa del Bianco e correlata risposta del Nero i due giocatori danno vita alla cosiddetta “Semi Tarrasch”, un’apertura di Donna, che esordisce in modo molto simile alla Partita Ortodossa, ma che da questa si differenzia a causa della lotta senza compromessi per il centro; il Bianco ed il Nero con questo impianto si contendono le case centrali spingendosi addosso i Pedoni. Si tratta di una strategia possibile, per adottare la quale, però, è necessario ben conoscere i possibili risvolti strategici e avere ben chiari i piani da impostare. La caratteristica configurazione di Pedoni c4-d4-e3 (alla prossima mossa il Bianco eseguirà questa spinta), c5-d5-e6 porta normalmente alla formazione del cosiddetto Pedone di Donna “isolato” (Nimzowitch, nella sua fondamentale opera “Il mio sistema”, chiama questo particolare Pedone “isolano”, mentre Ponzetto e Vallifuoco nel loro bellissimo libro “Il centro dinamico negli scacchi” lo denominano semplicemente “isolato”). Qualora il Bianco catturasse il Pd5 con ripresa, da parte del Nero, con il Pe6 e – a seguire – il Bianco catturasse anche il Pc5 si avrebbe la seguente configurazione di Pedoni:

Diagr. 829: Il Nero ha un Pedone “isolato” in d5
Diagr. 829: Il Nero ha un Pedone “isolato” in d5

Qualora fosse il Nero ad eseguire per primo le prese con d5xc4 e c5xd4, la struttura di Pedoni, che ne risulterebbe, sarebbe la seguente:

Diagr. 830: Il Bianco ha un Pedone isolato in d4
Diagr. 830: Il Bianco ha un Pedone isolato in d4

La struttura pedonale è identica, sia pure a colori invertiti.

Dico subito che il Pedone isolato “d” tra i maestri di scacchi di un tempo era considerata una debolezza: non può essere difeso da altri Pedoni, si trova su una colonna aperta, è parzialmente fissato (la sua spinta non è di immediata attuazione), lascia un’importantissima casa ai pezzi avversari (d4 a favore del Bianco, d5 a favore del Nero). Per le ragioni elencate le aperture Tarrasch e Semi Tarrasch per molti anni sono state considerate inferiori dalla teoria e solo sporadicamente si incontravano nella pratica di gioco. In seguito la valutazione cambiò: vennero i teorici russi (in particolare Botvinnik) a spiegare che il Pedone di Donna isolato è, sì, una debolezza, ma che offre altri vantaggi che possono essere sfruttati sul piano dinamico. E’ innegabile, infatti, che la parte con il Pedone isolato, dispone di maggiore spazio, fattore che può essere sfruttato per posizionare al meglio i propri pezzi (nel caso in cui sia il bianco ad avere il Pedone di Donna isolato: Alfiere in b1 – o c2 – Donna in d3 – o g4, o h3 – Alfiere su casa nera mantenuto in c1 e comunque sulla diagonale di partenza, Cavallo in e5) ed avviare un promettente attacco contro il Re nemico (in questo tipo di aperture si arrocca quasi sempre sul lato di Re), che provocheranno l’avversario ad indebolire, a volte fatalmente, la posizione del proprio arrocco per difendersi dall’azione combinata dei pezzi avversari. In presenza di un attacco contro il Re, non si può pensare di sfruttare la debolezza del Pedone isolato dell’avversario, pena perdite ben più consistenti. Questo, però, vale solo se sulla scacchiera sono presenti molti pezzi: con massicci cambi l’attacco perde molto del suo potenziale e, in più, ci si avvicina al finale, fase in cui la debolezza del Pedone isolato si fa particolarmente sentire. Ho delineato una possibile strategia del colore che ha il Pedone di Donna isolato: mantenere un numero di pezzi sufficiente per inscenare un attacco all’arrocco (con la disposizione dei pezzi sopra suggerita) e, qualora le condizioni lo permettessero, eliminare il Pedone isolato mediante la sua spinta. Per contro è chiara anche la strategia da seguire dalla parte che combatte contro il Pedone isolato: portare rapidamente la partita in finale (possibilmente con una Torre ed uno, o due pezzi minori), attacco massiccio al Pedone isolato (per paralizzare le forza avversarie in sua difesa) dopo averlo opportunamente bloccato. Questo breve discorso sul Pedone isolato (molti altri suggerimenti possono essere dati a riguardo delle strategie adottabili dal Bianco e dal Nero e relativamente alla posizione da fare assumere ai vari pezzi) vuole anche sottolineare un altro fatto: quando, all’inizio di una partita a scacchi, scegliete un’apertura dovete conoscere le strutture pedonali a cui andate incontro e l’impostazione strategica della partita che ne deriva. Quando fu giocata la partita, che stiamo esaminando, i principi strategici relativi al Pedone di Donna isolato erano ancora molto fumosi ed il Bianco non seppe impostare al meglio la propria azione, come vedremo molto presto.

  1. e2-e3, Cb8-c6;

Così è stata impostata la struttura pedonale del sistema Tarrasch. Il Bianco intuì che poteva sfruttare – una volta che fosse riuscito a creare al Nero il Pedone isolato in d5 – il vantaggio di spazio per un attacco sull’ala di Re, ma si accorse che la “batteria” di Donna e Alfiere sulla diagonale b1-h7 poteva essere disturbata da un Cavallo nero in b4 e, di conseguenza, decise per la mossa “profilattica” che segue (6. a3); il Nero, prevedendo la cattura d4xc5 da parte del Bianco, ma volendo riprendere con l’Alfiere di Re per riservarsi la possibilità di mantenere lo stesso sulla diagonale a7-g1, spinse anch’egli il Pedone “a”; tale spinta, tra l’altro, impedisce il fastidioso salto del Cavallo c3 in b5 e permette di attaccare con guadagno di tempo l’Alfiere bianco qualora questo si portasse in c4.

  1. a2-a3, a7-a6;
  2. d4xc5, Af8xc5;
  3. b2-b4, …;

Con il lodevole intento di sviluppare l’Alfiere c1 in b2 e premere sulla grande diagonale. Il problema di questa mossa, come si vedrà in seguito (si vedano le note alla 10.a mossa del Nero), è il gravissimo indebolimento dell’intera ala di Donna del Bianco.

  1. …, Ac5-d6;
  2. Ac1-b2, 0-0;
  3. Dd1-d2?, …;

Questo è un errore grave, che dimostra come il Bianco non avesse compreso a fondo il carattere della posizione. Qui era assolutamente imperativo cambiare in d5 ed impostare una strategia contro il Pedone isolato, che si sarebbe formato nel campo nero. La mossa di Donna è una grave perdita di tempo – e negli scacchi ogni tempo è prezioso! – in quanto essa non potrà essere mantenuta sulla colonna “d”.

10, …, Dd8-e7!;

Diagr. 831: Posizione dopo 10. …, De7!
Diagr. 831: Posizione dopo 10. …, De7!

Con l’ultima mossa il Nero ha sacrificato un Pedone: con questo si mette in evidenza la precarietà dello sviluppo del Bianco. Infatti se ora: 11. cxd5, exd5; 12. Cxd5, Cxd5; 13. Dxd5, Ae6 (sviluppo con guadagno di tempo!); 14. Dd2, Tfd8; 15. Dc2, Tac8 e l’attacco del Nero è irresistibile:

Diagr. 832: Analisi di una variante
Diagr. 832: Analisi di una variante

Il Nero minaccia 15. …, Cxb4 e 15. …, Axb4+; 16. axb4, Cxb4 e il Nero vince! Una difesa pseudo attiva del tipo 15. Ad3, si scontrerebbe con la semplice 15. …, g6; che manterrebbe la pressione contro i punti deboli dello schieramento bianco (tutte le case delle colonne “c” e “d”, oltre al punto b4, senza contare l’estremamente precaria posizione della Donna bianca) e che continuerebbe a minacciare la micidiale cattura in b4: il Bianco sarebbe costretto alla resa in poche mosse.

11. Af1-d3, Tf8-d8;

12. Dd2-e2, …;

Il Bianco è nuovamente obbligato a sottrarre la Donna al fuoco delle Torri; in tal modo perde un altro tempo e dà all’avversario la possibilità di evitare la formazione nel proprio campo di un Pedone isolato, mantenendo tutto il vantaggio di sviluppo, che è riuscito ad accumulare.

12. …, d5xc4;

13. Ad3xc4, b7-b5;

14. Ac4-d3, Ac8-b7;

Una posizione curiosa ed istruttiva: i pezzi del Bianco e del Nero sono piazzati allo stesso modo, ma il Nero ha già arroccato ed ha portato una Torre in d8. Ciò gli dà un’iniziativa fortissima, come vedremo nelle prossime mosse.

15. 0-0, …;

Ora le posizioni dei due colori sono quasi identiche, ma tocca al Nero, che può dare subito il via all’attacco, sfruttando il suo evidente vantaggio di sviluppo.

15. …, Cc6-e5!;

Il Nero minaccia semplicemente 16. …, Cxf3+, aprendo l’arrocco del Bianco come una scatola di sardine: il cambio del Cavallo è obbligatorio perché, qualora il Bianco giocasse, per esempio, 16. Cd2, il Nero guadagnerebbe un pezzo con 16. …, Cxd3: il Bianco non potrebbe riprendere di Donna perché la perderebbe dopo 17. …, Axh2+.

 

Diagr. 833: Posizione dopo 15. …, Ce5!
Diagr. 833: Posizione dopo 15. …, Ce5!

16. Cf3xe5, Ad6xe5;

17. f2-f4, Ae5-c7;

18. e3-e4, Ta8-c8;

19. e4-e5, …;

La strategia del Bianco non è del tutto sbagliata, almeno in teoria: egli agisce come chi, avendo un Pedone isolato in d4, riesce a cambiarlo con un pezzo in e5 e a sostenerlo con la spinta in f4 (qui già effettuata), eliminando la debolezza del Pedone isolato, controllando la casa f6 (da cui viene scacciato il Cavallo difensore dell’arrocco) e mantenendo tutte le possibilità di un forte attacco contro il Re nero. Questa è una giusta strategia, ma qui si scontra con la realtà dei fatti: il Bianco non ha ancora piazzato i suoi pezzi per l’attacco all’arrocco, mentre il Nero, con il successivo scacco in b6, si troverà ad avere due potentissimi Alfieri puntati contro il Re bianco, che – a causa della sparizione del Cf3 – è privato di ogni seria difesa, e potrà avviare l’attacco decisivo.

19. …, Ac7-b6+;

20. Rg1-h1, Cf6-g4!

Diagr. 834: Posizione dopo 20. …, Cg4!
Diagr. 834: Posizione dopo 20. …, Cg4!

Ora il Bianco non può cambiare il suo Ad3 con il Cg4 perché, dopo 21. Dxg4, Txd3, il Nero minaccerebbe sia 22. …, Td2, sia 22. …, Txc3 (due Alfieri valgono di più di una Torre, soprattutto due Alfieri come quelli del Nero!) e il Bianco non potrebbe far fronte ad entrambe le minacce.

21. Ad3-e4, De7-h4!;

Il Nero minaccia il matto con Dxh2 e il Bianco ha due modi per difendersi: 22. h3 e 22. g3. Nel caso in cui il Bianco opti per 22. h3, si avrebbe: 22. …, Txc3; 23. Axc3, Axe4; 24. Dxg4 (se 24. Dxe4, Dg3; 25. hxg4, Dh4#), Dxg4; 25. hxg4, Td3 e vince a causa della doppia minaccia 26. …, Txc3 e 26. …, Th3#. Pertanto il Bianco sceglie la seconda possibilità:

22. g2-g3, …;

Diagr. 835: Posizione dopo 22. g3
Diagr. 835: Posizione dopo 22. g3

Ora l’immediata minaccia di matto è stata scongiurata, ma guardate come si è ridotto il Bianco!

Diagr. 836: gli Alfieri, da soli, sono in grado di creare minacce di matto
Diagr. 836: gli Alfieri, da soli, sono in grado di creare minacce di matto

In considerazione dell’autoblocco della casa h2, i due Alfieri sono in grado di dare matto al Re bianco. Il Nero può sacrificare tutti gli altri suoi pezzi e dare ugualmente lo scacco matto, a condizione di conservare gli Alfieri e di eliminare i pezzi bianchi che difendono il loro Re. L’attore principale di questa difesa è l’Ae4, che è difeso dal Cc3 e dalla De2. La Donna bianca ha anche il compito di difendere il matto in h2. Fatte queste semplici osservazioni è facile comprendere lo sviluppo di una delle più belle combinazioni negli scacchi di tutti i tempi.

22. …, Tc8xc3!!;

Diagr. 837: Posizione dopo 22. …, Txc3!!
Diagr. 837: Posizione dopo 22. …, Txc3!!

Il Nero elimina, per prima cosa, il Cc3; in tal modo la Donna risulta sovraccaricata perché è vincolata alla casa e2, unica dalla quale può controllare le case e4 ed h2. Ora il Bianco non può prendere la Torre in c3 perché se 23. Axc3, Axe4+; 24. Tf3 (24. Dxe4, Dxh2#), Axf3+; 25. Dxf3, Dxh2#. La minaccia è ora Axe4+ seguita dal matto in h2, per cui il Bianco è costretto a prendere la Donna in h4.

23. g3xh4, Td8-d2!!;

Diagr. 838: Posizione dopo 23. …, Td2!!
Diagr. 838: Posizione dopo 23. …, Td2!!

Questa è magia! Si è creata un’altra possibilità di matto con Txh2 e se ora 24. Dg2, Axe4; 25. Tf2 (25. Dxe4, Th2#, oppure 25. Tg1, Cf2# pure affogato!), Txf2; e il Nero stravince.

24. De2xd2, Ab7xe4+;

25. Dd2-g2, Tc3-h3!!;

Diagr. 839: Posizione finale
Diagr. 839: Posizione finale

La minaccia Txh2# è parabile solo ad un prezzo esorbitante (26. Tf2, Txh2+; 27. Rg1, Txg2+ e cade anche l’altra Torre: il Nero ha un vantaggio materiale sufficiente a vincere non una, ma almeno due partite!). In considerazione di ciò il Bianco

26. Abbandona.

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