L’ENERGIA DEGLI SCACCHI: 58.a LEZIONE

Partita n. 12: Fischer – Spasskij

Reykjavik, 1972 – 6.a partita del match per il campionato del mondo di scacchi

La partita che proporrò ora – di altissimo contenuto didattico ed artistico – fu giocata nell’ambito del famosissimo match Fischer–Spasskij, che si tenne in Islanda, a Reykjavik, nell’ormai lontano 1972. L’incontro fece scalpore e determinò un enorme aumento di interesse per il gioco degli scacchi anche in quei paesi scacchisticamente piuttosto depressi, come l’Italia. L’interesse era determinato dal fatto che, per la prima volta, la supremazia sovietica nel campo degli scacchi veniva messa in discussione e, per di più, da un americano. Chi allora non c’era non può comprendere un’espressione quale “guerra fredda”, che voleva evidenziare, non solo la guerra sotterranea tra due grandi superpotenze (Stati Uniti ed Unione Sovietica), ma anche la contrapposizione tra due sistemi di vita, quello socialista e quello capitalista, e chi allora non c’era non può comprendere le passioni, anche violente, che tale contrapposizione suscitava. Per quell’incontro furono mobilitate le diplomazie mondiali, furono messi in atto tutti i trucchi della guerra psicologica ed i giocatori furono sottoposti ad un’enorme pressione. Il campione del mondo di scacchi in carica, il fortissimo, elegantissimo, eclettico Boris Spasskij fu quello a risentire maggiormente della tensione, che Fischer fu abilissimo nell’aumentare con atteggiamenti a dir poco discutibili, e dovette soccombere piuttosto ingloriosamente, consegnando il titolo al campionissimo americano, che aveva votato la sua intera esistenza alla conquista del massimo alloro e che, una volta raggiunto lo scopo … smise di giocare!! A parte un altisonante match di rivincita, che si tenne vent’anni dopo, ma che può essere considerato una burletta, un estremo rifiuto di due prime donne ad invecchiare, l’epopea di Fischer finì nel 1972; Spasskij continuò a giocare a scacchi, ma senza più brillare.

La partita presenta ancora un’apertura Ortodossa, variante Tartakower, piuttosto di moda nell’ultimo trentennio.

  1. c2-c4, e7-e6;
  2. Cg1-f3, d7-d5;
  3. d2-d4, Cg8-f6;
  4. Cb1-c3, Af8-e7;
  5. Ac1-g5, 0-0;
  6. e2-e3, h7-h6;
  7. Ag5-h4, b7-b6;
Diagr. 840: Partita Ortodossa, variante Tartakower
Diagr. 840: Partita Ortodossa, variante Tartakower

Siamo partiti da un’apertura “Inglese” (1. c2-c4, in sostanza una Siciliana in contromossa) e, per inversione di mosse, si è rientrati negli schemi tipici della Partita Ortodossa, variante Tartakower. La spinta in b6 non viene effettuata tanto per sviluppare l’Alfiere in fianchetto (in partita l’Alfiere di Donna andrà in e6), quanto per sostenere la spinta c5. Questi tipi d’apertura preludono sempre a formazioni di Pedoni discutibili (la spinta in c5 può dare luogo sia al Pedone isolato, sia, come vedremo in partita, alla formazione dei cosiddetti “Pedoni sospesi”), che, però, quale contropartita consentono un’impostazione piuttosto dinamica della partita. La scelta, o il rifiuto, di particolari varianti è solo questione di gusto, di sicurezza nel trattare certe formazioni di Pedoni e pezzi, di forza dell’avversario. Sia chiaro che, negli scacchi, non esiste un’apertura che garantisca – a gioco corretto – il prevalere dell’uno o dell’altro colore.

  1. c4xd5, Cf6xd5;
  2. Ah4xe7, Dd8xe7;

A me non sarebbe dispiaciuta la cattura con il Cavallo: il Nero avrebbe avuto una posizione ristretta (Pedone bianco in d4 contro Pedone nero in e6 assicurano al Bianco un certo vantaggio di spazio), ma, in compenso, avrebbe magnificamente risolto il problema dello sviluppo dell’Ac8: la grande diagonale bianca sarebbe stata a sua disposizione, ma Spasskij non amava destreggiarsi in spazi angusti.

10. Cc3xd5, e6xd5;

11. Ta1-c1, Ac8-e6;

Diagr. 841: Posizione dopo 11. …, Ae6
Diagr. 841: Posizione dopo 11. …, Ae6

Analizziamo la posizione. Entrambi i colori debbono ancora sviluppare un pezzo, ma il Cavallo del Nero sembra messo peggio perché non può essere mosso (a6 e c6 sono controllate da pezzi bianchi, mentre portare il Cavallo in d7 costerebbe il Pc7), mentre l’Alfiere del Bianco spazia superbamente sulle diagonali di sua competenza. Inoltre il Nero ha un Alfiere “cattivo” in quanto chiuso dai suoi Pedoni: esso, pertanto, è utile solo ad umili compiti difensivi. Il Cavallo del Bianco controlla importantissime case centrali, la Torre di Donna del Bianco è già stata sviluppata ed è alla base di una colonna semi aperta, da dove “osserva” il Pedone debole ed arretrato c7. Per eliminare questa debolezza e poter completare il proprio sviluppo, il Nero non ha scelta: deve spingere il Pedone in c5, ma questo comporterà la formazione del centro “sospeso”, che è determinato dalla presenza di due Pedoni affiancati (normalmente sulla propria quarta traversa) su colonne semi aperte:

Diagr. 842: la caratteristica struttura dei Pedoni sospesi
Diagr. 842: la caratteristica struttura dei Pedoni sospesi

In una posizione con una simile struttura di Pedoni, il Nero controlla nettamente importanti case centrali e dispone di maggiore spazio, che può essere sfruttato per restringere fino al collasso la posizione nemica. Inoltre il Nero potrebbe esercitare una certa pressione sulle colonne semi aperte “b” ed “e” e potrebbe sfruttare la casa e4 per un proprio Cavallo, oltre a prepararsi ad effettuare dinamiche spinte di rottura in c4, o in d4. La parte che gioca con i Pedoni sospesi deve ovviamente preoccuparsi della loro sicurezza, ma la cosa importante è non accettare la loro formazione se non si ha la possibilità di assumere l’iniziativa: in caso contrario i Pedoni sospesi saranno oggetto di attacco da parte dell’avversario. Lo scopo di chi gioca contro i Pedoni sospesi è quello di trasformare la debolezza strutturale degli stessi in debolezza permanente, obbligando l’avversario a spingerne uno: il Pedone non spinto diventa automaticamente debole, trattandosi di Pedone arretrato, posto su una colonna aperta e non più difendibile da un altro Pedone. Come già per il Pedone isolato la debolezza dei Pedoni sospesi si manifesta essenzialmente in finale, per cui chi gioca “contro” deve cercare di arrivare rapidamente al finale, mentre chi vuole sfruttare le possibilità dinamiche di tale struttura di Pedoni deve cercare di evitare i cambi. Comunque, accettare una importante debolezza strutturale dei propri Pedoni è possibile, ma è consigliabile solo quando si ha l’iniziativa ed un consistente vantaggio di sviluppo, cosa che qui non si può dire del Nero.

 

12. Dd1-a4, c7-c5;

13. Da4-a3, …;

Diagr. 843: Posizione dopo 13. Da3
Diagr. 843: Posizione dopo 13. Da3

La manovra del Bianco Dd1-a4-a3 è tipica in queste posizioni: essa non ha tanto lo scopo di attaccare il Pc5 (esso è immobilizzato a causa della posizione sospesa della Donna nera), quanto di legare i pezzi avversari in sua difesa.

13. …, Tf8-c8;

Perché il Nero non ha difeso il Pc5 con l’ovvia 13. …, Cd7, che, oltre a difendere il Pc5, completa lo sviluppo del Nero e mette in comunicazione le Torri? La risposta sta nelle intenzioni del Nero. In questa variante esso accetta la formazione dei Pedoni sospesi c5 e d5, ma vuole contrattaccare attivamente sull’ala di Donna, giocando la seguente successione di mosse (dopo il cambio dxc5, b6xc5): Db7 – a5 – Cd7 – Db4. Qualora il Bianco catturasse il Pc5, il Nero si rivarrebbe sul Pb2 (una Torre del nero dovrà portarsi sulla colonna “b” semi aperta); in caso contrario, la Donna in b4 contrasterebbe potentemente l’azione della Da3 e, qualora il Bianco decidesse per il cambio Dxb4, dopo axb4 i Pedoni sarebbero riuniti e formerebbero una massa piuttosto forte, che darebbe non pochi problemi al Bianco. Bello, ma per fare tutto questo il Nero deve mantenere libera la settima traversa per permettere il trasferimento della Donna da e7 a b7. Ecco perché il Nero ha difeso il Pc5 con la Torre e non con il Cavallo, cosa che, al contrario, avrebbe bloccato la manovra della Donna. Quello visto è un magnifico esempio di mosse coerenti con il piano scelto. Che poi il piano sia giusto è un’altra questione.

14. Af1-b5, …;

Diagr. 844: Posizione dopo 14. Ab5
Diagr. 844: Posizione dopo 14. Ab5

Una mossa posizionalmente molto logica. Il Bianco ha intenzione di prendere in c5 e di creare i Pedoni sospesi c5 e d5 nello schieramento nero, per cui deve cercare di portare la partita verso il finale, cambiando i pezzi ed eliminando i possibili difensori dei Pedoni sospesi; il Pc5 può essere difeso dal Cavallo nero, ma non dall’Alfiere, per cui è logico cercare di impedire lo sviluppo del Cavallo, minacciando di cambiarlo. Per impedire tutto questo il Nero, nella presente partita, si abbandona a manovre piuttosto involute ed artificiali, mentre avrebbe dovuto assumere un atteggiamento decisamente dinamico e spregiudicato. La successiva mossa, infatti, non è nello spirito della posizione.

14. …, a7-a6;

Diagr. 845: Posizione dopo 14. …, a6
Diagr. 845: Posizione dopo 14. …, a6

La manovra giusta sarebbe stata: 14. …, Db7!, che implica un interessante ma promettente sacrificio di Pedone. Ponzetto e Vallifuoco (Autori citati: Il centro dinamico negli scacchi, ed. Ediscere, Verona 2007, pag. 107) danno la seguente analisi: “15. dxc5, bxc5; 16. Txc5, Txc5; 17. Dxc5, Ca6!; 18. Axa6 (dopo 18. Dc6, Dxc6; 19. Axc6, Tb8, il Nero riprende il Pedone con … Txb2 o con … Cb4), Dxa6; 19. Da3, Dc4 e il Bianco è costretto a restituire il Pedone (20. Dc3, Dxa2) per non incorrere in guai peggiori (20. Rd2?!, Dg4!; 21. Tg1, d4!; 22. Cxd4, Dh4 con violento attacco). Ciò spiega come mai, oggigiorno, alla linea giocata da Fischer è preferita la più solida 14. Ae2”.

 

15. d4xc5, b6xc5;

Naturalmente l’Ab5 è intangibile perché la Ta8 è indifesa (anche per questo motivo alla prossima mossa essa verrà portata in a7 sotto l’ala protettrice della sua Donna). La posizione, che si è verificata è questa:

Diagr. 846: Posizione dopo 15. …, bxc5
Diagr. 846: Posizione dopo 15. …, bxc5

La struttura della posizione del Nero presenta la caratteristica formazione dei “Pedoni sospesi”: c5 e d5. Il Bianco ha accettato – evidentemente in base alla considerazione del suo maggiore sviluppo – questa impostazione strategica della partita: quando il vantaggio di sviluppo è evidente chi gioca “contro” i Pedoni sospesi può facilmente neutralizzare il vantaggio di spazio dell’avversario e disporsi ad attaccare quella che, se non è sfruttabile in altro modo, diventa una debolezza a tutti gli effetti. Ma poniamo che il Bianco non si fidasse ad impostare la partita sulla base della strategia dei Pedoni sospesi: avrebbe potuto evitarne la formazione? Sarebbe bastato che alla quindicesima mossa non avesse giocato 15. dxc5 ed avesse, per esempio, arroccato. Dopo 15. 0-0, Ta7; il Bianco avrebbe dovuto far retrocedere l’Alfiere con 16. Ae2; a questo punto il Nero avrebbe conseguito un vantaggio posizionale, giocando: 16. …, c4! La posizione sarebbe stata la seguente:

Diagr. 847: Analisi di una variante
Diagr. 847: Analisi di una variante

Il Bianco ed il Nero hanno lo stesso numero di Pedoni sull’ala di Re (tre per parte), il Bianco sarebbe in vantaggio sulle colonne centrali (due Pedoni contro uno), ma senza avere alcuna possibilità pratica di sfruttare tale maggioranza, mentre il Nero avrebbe tre Pedoni contro due sull’ala di Donna. Si tratterebbe di una maggioranza significativa, che potrebbe portare alla formazione di un Pedone passato. La possibilità indicata, unita alla ristrettezza dello spazio a disposizione delle forze bianche, hanno sconsigliato a Fischer di evitare ancora a lungo la formazione dei Pedoni sospesi.

16. 0-0, Ta8-a7;

La Donna in e7 è piazzata in modo precario: alla mossa del testo era da preferire 16. …, Da7.

Diagr. 848: Posizione dopo 16. …, Ta7
Diagr. 848: Posizione dopo 16. …, Ta7

17. Ab5-e2, Cb8-d7;

18. Cf3-d4, …;

Diagr. 849: Posizione dopo 18. Cd4
Diagr. 849: Posizione dopo 18. Cd4

Il Nero era riuscito – a fatica e con ritardo – a completare il suo sviluppo, ma il cattivo piazzamento della sua Donna (ed anche della Tc8, che dopo l’alzata in a7 della collega risulta indifesa) e la conseguente inchiodatura del Pc5 permette questa mossa di Cavallo, che, di per sé, non ha niente di speciale se non fosse per la grandiosa idea posizionale che sottintende: cambiare l’Ae6 con il Cavallo. Sembra un controsenso riunire i Pedoni, rinforzando la traballante struttura del Nero, come sembra folle cambiare un ottimo Cavallo per un Alfiere “cattivo” ed invece seguirà un fortissimo attacco alla formazione di Pedoni neri, che porterà, non al guadagno di uno di essi, quanto all’apertura delle linee per un micidiale attacco contro il Re nero! Queste sono le concezioni che distinguono il giocatore comune dal Grande Maestro. Per la profondità di pensiero questa partita mi ricorda un po’ la famosissima Lasker – Capablanca di San Pietroburgo (1914); anche in quell’occasione il Bianco fece una mossa contraria ad ogni sano principio posizionale, ma lo svolgimento successivo dell’incontro gli diede ragione.

 

18. …, De7-f8;

19. Cd4xe6!!, f7xe6;

20. e3-e4!!, …;

Ora il Nero deve scegliere tra:

  1. …, dxe4 ed il suo centro crolla;
  2. attendere che sia il Bianco a giocare 21. exd5 ed i Pedoni sospesi sarebbero facilissimo oggetto d’attacco per il Bianco;
  3. …, c4 con formazione di una catena di Pedoni già attaccata nel suo punto più debole;
  4. …, d4 come in partita.

La scelta meno dolorosa sarebbe stata la terza nonostante la debolezza strutturale della catena di Pedoni. La spinta 20. …, d4:

  1. crea una debolezza definitiva in c5;
  2. lascia al Bianco la possibilità di creare una maggioranza di Pedoni sull’ala di Re, Pedoni estremamente mobili e pronti a catapultarsi contro l’indebolito arrocco nemico;
  3. spalanca la diagonale a2-g8 all’azione dell’Alfiere (ed eventualmente della Donna), lasciandogli pure a disposizione la casa forte c4.

I Pedoni sospesi hanno proprio questo difetto: se attaccati, senza che il loro possessore possa reagire, uno dei due deve essere spinto, per cui il colore che li possiede si crea una debolezza permanente nella loro posizione, debolezza facilmente sfruttabile dall’avversario, soprattutto in finale.

Diagr. 850: Posizione dopo 20. e4!!
Diagr. 850: Posizione dopo 20. e4!!

20. …, d5-d4;

21. f2-f4, Df8-e7;

Il Nero tenta di opporsi all’azione del Bianco preparando la spinta in e5, ma il Bianco blocca sul nascere l’intenzione.

22. e4-e5!, Tc8-b8;

Ora il Nero cerca un contrattacco sull’ala di Donna e, in particolare, contro il Pb2, mentre il Bianco prepara la spinta della sua maggioranza mobile di Pedoni.

23. Ae2-c4, …;

Diagr. 851: Posizione dopo 23. Ac4
Diagr. 851: Posizione dopo 23. Ac4

Minaccia 24. f5, per cui il Nero si affretta ad eliminare l’inchiodatura del Pe6.

23. …, Rg8-h8;

24. Da3-h3!, …;

Diagr. 852: Posizione dopo 24. Dh3!
Diagr. 852: Posizione dopo 24. Dh3!

Il Bianco aumenta la pressione contro il Pe6 senza preoccuparsi della sorte del Pb2. La risposta del Nero è forzata.

24. …, Cd7-f8;

25. b2-b3, a6-a5;

Il Bianco con la spinta in b3 ha bloccato il contrattacco del Nero sull’ala di Donna, che Spasskij cerca di riattivare con la spinta del Pedone “a”.

26. f4-f5,…;

Diagr. 853: Posizione dopo 26. f5
Diagr. 853: Posizione dopo 26. f5

Minaccia 27. f6, che porterebbe al collasso di tutte le difese dell’arrocco, per cui il Nero, non potendo permettere ciò, è costretto a prendere in f5.

26. …, e6xf5;

27. Tf1xf5, Cf8-h7;

Diagr. 854: Posizione dopo 27. …, Ch7
Diagr. 854: Posizione dopo 27. …, Ch7

Il Cavallo è stato portato in h7 per impedire l’irruzione della Torre in f7 (28. Tf7?, Cg5 e il Nero guadagna materiale). Il Bianco ora rinforza il controllo della colonna “f”, inizia le manovre per la decisiva spinta del Pedone “e” e per iniziare l’attacco finale al Re nemico, mentre il Nero, allontanata la Donna dalla pericolosa postazione occupata, non può fare altro che aspettare

28. Tc1-f1, De7-d8;

29. Dh3-g3, Ta7-e7;

30. h2-h4, Tb8-b7;

31. e5-e6, …;

Diagr. 855: Posizione dopo 31. e6
Diagr. 855: Posizione dopo 31. e6

Intenzione del Bianco è quella di portare la Donna in e5 e di conquistare la settima traversa.

31. …, Tb7-c7;

32. Dg3-e5, Dd8-e8;

Diagr. 856: Posizione dopo 32. … De8
Diagr. 856: Posizione dopo 32. … De8

Il Nero è totalmente impotente: se 32. …, Cf6; 33. Txf6! e vince. Le prossime mosse sono state giocate probabilmente con poco tempo a disposizione; così si spiega l’andirivieni della Donna nera e della Torre bianca.

33. a2-a4, De8-d8;

34. Tf1-f2, …;

Fischer doveva essere veramente a corto di tempo (nei tornei di scacchi il tempo di riflessione è limitato), altrimenti non si sarebbe lasciato sfuggire l’immediatamente vincente 34. Tf7!

34. …, Dd8-e8;

35. Tf2-f3, De8-d8;

36. Ac4-d3, Dd8-e8;

37. De5-e4, …;

Anche qui 37. Tf7 avrebbe vinto subito.

Diagr. 857: Posizione dopo 37. De4!
Diagr. 857: Posizione dopo 37. De4!

37. …, Ch7-f6;

Se 37. …, Txe6??; 38. Tf8+!, Cxf8; 39. Txf8+, Dxf8; 40. Dxh7#.

38. Tf5xf6, g7xf6;

39. Tf3xf6, Rh8-g8;

Il sacrificio di qualità è servito a scoprire completamente la posizione del Re nero.

Diagr. 858: Posizione dopo 39. …, Rg8
Diagr. 858: Posizione dopo 39. …, Rg8

40. Ad3-c4, Rg8-h8;

41. De4-f4, Abbandona.

Diagr. 859: Posizione finale
Diagr. 859: Posizione finale. Un momento importante nella storia degli scacchi: per la prima volta un americano sta superando un sovietico!!

Le minacce del Bianco [42. Dxh6+, Th7 ( se 42. …, Rg8; 43. Tg6+); 43. Tf8+, Dxf8; 44. Dxf8#, oppure semplicemente 42. Tf8+ e vince] sono imparabili, per cui Spasskji ha preferito deporre le armi. La partita fu anche importante dal punto di vista sportivo perché Fischer, per la prima volta nel corso della sfida, sorpassò l’avversario nel punteggio, avviandosi così a conquistare il campionato del mondo di scacchi.

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