Non c’è nulla di bello come gli scacchi!!

Gli scacchi belli! Gli scacchi fantastici! Gli scacchi (purtroppo) dimenticati!

Ora vedremo un vero gioiello, un’altra magia degli scacchi: per qualcuno (pochi) sarà un bel ricordo, per altri sarà una rivelazione. La partita in questione è la Velimirovic – Kavalek, giocata al Torneo di Belgrado del 1965. Essa mise in subbuglio gli ambienti scacchistici dell’allora Jugoslavia. Velimirovic, che era un maestro internazionale e nemmeno un grande maestro, era un giocatore di scacchi che combatteva senza compromessi; le sue partite ben difficilmente terminavano con una patta e, anche in quei casi, lo spettacolo e la battaglia erano assicurati. Nel torneo di Belgrado, egli pattò una sola volta! Si trattava di un giocatore brillante, che, però, sarebbe sbagliato definire semplicisticamente un “romantico” poiché le sue combinazioni poggiavano su solide basi teoriche e venivano messe alla prova, non da sprovveduti avversari, che facevano di tutto per favorire le sue brillantezze (come capitava agli scacchisti dell’Ottocento), ma da fortissimi maestri e grandi maestri.

Le note, che ho tratto dal numero di gennaio dell’Italia Scacchistica 1966, sono di D. Andric, che era presente alla partita ed aveva partecipato alle analisi nella stessa sala del torneo, raccogliendo le impressioni, le idee, le indagini degli stessi protagonisti.

Velimirovic – Kavalek

Torneo di Belgrado 1965. Note del maestro Jugoslavo D. Andric

  1. e4, d6; 2. d4, Cf6; 3. Cc3, e5;

Iniziatasi come una Difesa Pirc, la partita rientra nella vecchia Difesa Philidor: la metamorfosi è rilevatrice di un atteggiamento psicologico alquanto contradditorio, in Kavalek, nella scelta dell’apertura, poiché la Difesa Pirc rispecchia la volontà di complicare, mentre la Difesa Philidor annuncia la decisione di mantenere l’equilibrio posizionale, anche a costo di rinunciare alla possibilità di altre ambizioni.

  1. Cf3, …;

E’ vero che 4. dxe5, dxe5; 5. Dxd8+, Rxd8; 6. Ag5, dà l’impressione di lasciare al Bianco il cosiddetto”leggero vantaggio” posizionale, ma si dice che i teorici olandesi abbiano trovato per il Nero una via precisa di eguagliare il gioco. Ma anche se fosse possibile prolungare all’infinito il leggero vantaggio del Bianco, il giovane Velimirovic non è giocatore da preferirlo ad un vivace twist …

  1. …, Cbd7; 5. Ac4, Ae7; 6. 0-0, ….;

Gli ultimo giudizi sulla variante 6. Axf7+ sono negativi in quanto dopo 6. …, Rxf7; 7. Cg5+, Rg8; 8. Ce6, De8; 9. Cxc7, invece della vecchia mossa 9. …, Dg6, il Nero dovrebbe preferire 9. …, Dd8; ad esempio 10. Cxa8, b5! con la minaccia 11. … , Ab7; 11. Cxb5 non è buono qui a causa di 11. …, Da5+; 12. Cc3, Cxe4 ecc.

  1. …, c6; 7. a4, Dc7; 8. De2, …;

Di solito si gioca prima 8. Ab3. Pertanto il Nero decide di sfruttare la differenza, avendo in mente 8. …, Cb6; 9. Ab3, Ag4 con qualche pressione sul pedone d4.

  1. …, Cb6;

Tecnicamente, questo è l’unico ma decisivo errore del Nero in questa partita, ma tale da non meritare quasi un punto interrogativo. In una posizione tanto analoga ad altre viste in questo sistema, con il Re nero appoggiato da alcuni dei suoi pezzi, e con abbondanza di spazio, mentre uno solo dei pezzi bianchi, l’Ac4, occhieggia la fortezza avversaria, chi vorrebbe dubitare di una mossa così naturale come Cb5, che fa parte di un piano logico?

  1. dxe5, dxe5;

Naturalmente non 9. …, Cxc4; per 10. exf6.

10. Axf7+!, …;

E anche il solo pezzo bianco attivo viene sacrificato! Un sacrificio banale, ma in una posizione in cui sembra semplicemente impossibile! E invece non è che l’introduzione a una serie di salti mortali.

10. …, Rxf7; 11. a5, Cbd7;

E’ ovvio che il Nero non può ancora credere ai propri occhi, ma anche se lo potesse, non ci sarebbe qui alcuna maniera conveniente di armonizzare il suo sviluppo, a prezzo del Cb6.

12. Dc4+, Re8;

La sola mossa, perché 12. …, Rf8; perde subito dopo 13. Cg5, mentre 12. …, Rg6 è cattiva a causa di 13. Ch4+, Rh5; 14. De2+, Rxh4 (se 14. …, Cg4; 15. h3, ecc.); 15. g3+, Rh3; 16. f3! e matto alla successiva.

13. Cg5, Cf8;

Altre scelte erano ancora meno simpatiche: 13. …, Tf8; 14. Ce6, Db8 (se 14. …, Dd6; 15. Cxg7+; Rd8; 16. Td1); 15. Cxg7+, Rd8; 16. Ce6+ o 16. Td1. D’altra parte 13. …, Cc5 conduce allo stesso tipo di gioco della partita, con in più lo svantaggio che il Cc5 può essere disturbato da Ae3.

14. Td1, …;

Minacciando matto in una mossa.

Posizione dopo la 14.a mossa del Bianco
Posizione dopo la 14.a mossa del Bianco

Il momento critico. Il Nero si risolve per 14. …, Ad7, che qui è la mossa più naturale. Vediamo cosa potrebbe accadere parando il matto con 14. …, Ad6. La risposta sarebbe tranquilla (si noti come nell’attacco bianco figurino una serie di mosse calme ma sconvolgenti!), 15. Ae3, minacciando 16. Txd6!, Dxd6; 17. Df7+, Rd8; 18. Td1, cosicchè 15 …, h6 è più o meno forzata, ma seguirebbe ugualmente 16. Txd6!, ad esempio 16. …, hxg6; 17. Tad1, Ag4; 18. f3, Ah5; 19. a6!!! (mosse del genere in una posizione aperta di solito dimostrano che all’avversario non rimangono contro – chanches, ed ecco perché il loro effetto psicologico nel gioco reale di norma è talmente sconvolgente che la difesa crolla prima del necessario), 19. …, Af7; 20. Dc5, C8d7 (per difendere il Pe5 e per fare un po’ di posto al Re); 21. Cb5!! e ora dopo 21. …, Dd8; 22. axb7, Tb8 (se 22. …, cxb5, 23. De5+!!!, Rf8; 24. Txd7, Cxd7; 25. Txd7 e vince); 23. Dxc6, fra le varie minacce si hanno 24. Axa7 e 24. Ag5, mentre dopo 21. …, Db6 potrebbero esservi per il Bianco delle alternative, alle quali preferiamo ancora una volta la mossa calma 22. Dxb6!! (a cosa si vuole arrivare?!) e ora se 22. …, Cxb6 la più semplice sembra essere 23. axb7, Tb8 (se 23. …, cxb5, 24. Td8+!, Re7; 25. Ac5+ e matta rapidamente); 24. Td8+, Re7; 25. Ac5+, Re6; 26. Cc7#. Oppure se 22. …, axb6; 23. axb7, Tb8 (se 23. …, Td8; 24. Ca7 o 24. Axb6); 24. Txc6! e siccome il Pb7 per il momento è tabù, il Bianco può tranquillamente (parola che rispunta dappertutto!) continuare con 25. Tc7, e quindi o 26. Ca7 con poi Cc6, o 26. Axg5 seguito da Axf6 e simili. Poiché la partita suscitò un’emozione protrattasi molto dopo che il gioco era finito, un altro partecipante, il Grande Maestro bulgaro Tringov, il giorno dopo suggerì che la mossa giusta in questo momento fosse 14. …, Ad8. Bisogna essere in una disposizione di spirito molto fantasiosa per avere idee simili: benché anche qui, come nel caso dell’8.a mossa del Nero, difficilmente si possa biasimare Kavalek per averla mancata. Ciò non significa tuttavia che la bizzarra mossa di Tringov raffreddi l’iniziativa del Bianco, come si vede dalla seguente variante illustrativa, che riassume la discussione Tringov – Velimirovic: 14. …, Ad8; 15. Ae3, Ag4; 16. Ab6!, axb6; 17. axb6, De7 (la Donna deve tenere d’occhio la casa f7); 18. Txa8, Axd1; 19. Cxd1 (ora la minaccia è 20. Cf7!), 19. …, Tg8; 20. Ce3, g6; 21. Cf7, Dxf7 (se 21. …, Ce6; 22. Cxe5); 22. Txd8+, Re7; 23. Tb8!! (un’altra mossa … favorite trovare un altro aggettivo) e benché ancora con un pezzo in meno e privo dell’attacco sul Re, il Bianco deve vincere!

Nel giocare 14. …, Ad7, Kavalek forse sperava che l’attacco del Bianco si arrestasse, in quanto 15. Df7+ non conduce a nulla dopo 15. …, Rd8; 16. Dxg7, Tg8. Un’altra congettura è che egli si preparasse all’arrocco lungo, avendo dimenticato momentaneamente che il suo Re si era già mosso.

14. …, Ad7; 15. Ae3!, …;

Astenendoci da qualunque commento o accenno al carattere di questa mossa, possiamo però menzionare che la minaccia 16. Cb5 sussiste anche dopo 15. …, h6, ad esempio 16. Cb5, Dc8 (16. …, Db8 è analoga); 17. Df7+, Rd8; 18. Cxa7! e vince. La risposta del Nero è pertanto forzata.

15. …, Dc8; 16. Df7+, Rd8; 17. Ca4!, …;

Il Bianco trova un’altra via per ravvivare il motivo indicato nel precedente commento: la minaccia è 18. Cb6!

17. …, c5;

Posizione dopo la 17.a mossa del Nero
Posizione dopo la 17.a mossa del Nero

Mosse difensive tenaci come questa ci rammentano che il Bianco sta realmente danzando su una corda tesa: deve vedere tutto e ancor più se vuole arrivare alla meta: così come fa ora per esempio:

18. Cxc5!, Axc5; 19. Dxg7!, …;

Con due pezzi in meno, per i quali non ha altro compenso che la propria fantasia, il Bianco non fa respirare né il suo avversario né noi. Kavalek tenta alcuni trucchi tattici a lui peculiari, ma non bastano.

19. …, Cg6; 20. Axc5, …;

Non 20. Dxf6+ per 20. …, Ae7.

20. …, Ch5;

Naturalmente se 20. …, Dxc5; 21. Ce6+ guadagnando la Donna.

21. Ae7+!!, Rc7;

Salvando ancora la Donna, che andrebbe perduta dopo 21. …, Cxe7 (se 21. …, Re8, 23. Df7#); 22. Dxh8+, Rc7; 23. Dxe5+, Rd8; 24. Cf7+ e 25. Cd6+.

22. Ad6+!, Rc6;

Posizione dopo la 22.a mossa del Nero
Posizione dopo la 22.a mossa del Nero

Forzato, perché se 22. …, Rd8, allora 23. Df7 e la minaccia 24. Ce6+, Axe6; 25. Ac7#!! non può essere prevenuta con 23. …, Te8 a causa di due squisite risposte, a piacimento: 24. Dxg6!!, o anche 24. Df6+!!, Te7 (se 24. …, Cxf6; o 24. …, Ce7; 25. Cf7#); 25. Axe7+, Cxe7 (se 25. …, Re8, 26. Df7#, oppure se 25. …, Rc7; 26. Dd6#); 26. Ce6+, Re8; 27. Df8#. Sei matti in una variante sono abbastanza per uccidere un grande maestro!

23. Df7, Rb5;

Cercando rifugio in a6. Non c’era altra maniera di impedire 24. Dd5#.

24. a6, bxa6; 25. Dd5+, …;

Per la prima volta nella partita il Bianco scende leggermente al di sotto della propria altezza. Vi era una via di vittoria più breve con 25. Db3+, Rc6; 26. Txa6+!!, Dxa6; 27. Dd5+ (solo adesso!), Rb6; 28. Dc5+, Rb7; 29. Dc7#. Il Bianco afferma che aveva in mente questa combinazione ma che quando vide che dopo 25. Dd5+, Rb6; 26. Txa6?, il Nero può riprendere con il Re, rimase così sconvolto da non avvedersi che poteva ricostruire la stessa configurazione di matto con un altro ordine di mosse.

Questa imperfezione non può danneggiare l’effetto d’insieme, come il mediocre paesaggio nello sfondo della “Gioconda” non può influenzare il nostro godimento nel contemplare il famoso dipinto di Leonardo. Se credete che il paragone sia troppo elevato per uno scacchista o per una partita dovete ammettere che la svista ci dà l’occasione di vedere, nel commento, sia quella possibilità sia l’interessante seguito, di cui saremmo diversamente rimasti privi. Per lo meno siamo sicuri che chi muoveva i pezzi bianchi era un uomo e non un automa elettronico. Inoltre se fate la congettura che il Bianco precipitasse perché il suo avversario si trovava a corto di tempo, avrete colto nel vero.

25. …, Rb6; 26. c4, Dc6;

Forzato in vista di 27. c5+.

27. Da5+, Rb7; 28. Ac5, …;

La casa d6 è necessaria per l’irruzione della Torre o del Cavallo.

28. …, Tac8; 29.b4, Thd8; 30. Cf7!

Con troppe minacce per lasciare al Nero speranza alcuna: 31. Cxd8+ o 31. Td6 o 31. Cd6+. Il Nero tenta l’ultima diversione.

30. …, Tg8; 31. Td6, Cgf4;

Se la Donna nera si ritira in c7, 32. Dxa6+ dà il colpo di grazia.

32. Txc6, Txg2+; 33. Rf1, Txc6; 34. Cd8+, Rc8; 35. Cxc6, Axc6; 36. Ad6, il Nero abbandona.

Non serve cercare di persuadersi del contrario: è un vero peccato che il Bianco non abbia coronato il suo gioco profondo e armonioso con quella combinazione da iniziare alla 25. a mossa.

In questa partita c’è tutto ciò che gli scacchi possono offrire di bello. Nel commento possiamo rivivere le emozioni, non solo della partita, attraverso l’analisi delle varianti, ma anche lo stato d’animo dei giocatori, l’impeto del conduttore dei Bianchi e la strenua resistenza del valoroso Kavalek. In questa partita c’è passione, estetica, lotta; ci sono anche piccoli errori (in effetti, furono trovate alcuni miglioramenti al gioco del Bianco). E, se questi tolgono qualcosa alla perfezione tecnica del gioco, nello stesso tempo molto aggiungono all’aspetto emozionale. Chi rigioca la partita ha la netta impressione di giocare un incontro di torneo, ne rivive le paure, le speranze, suda freddo come se stesse giocando ed avesse preso una strada senza ritorno!

 

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