La Politica non austriaca

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Abbiamo il nuovo Presidente della Repubblica. Beh, tanto nuovo non è, visto che ha 74 anni e che è stato riciclato dalla vecchia “Democrazia Cristiana”. Si tratta sicuramente di persona degnissima, di ottima cultura, di grande preparazione giuridica e benemerito nella lotta contro la mafia. Spero che abbia la forza di pretendere dagli uomini (beh, uomini …) della politica italiana che, dopo troppi anni di dolce far niente, si mettano a lavorare per ridare un po’ di speranza all’Italia. Sto parlando di speranza economica, posto che alla stragrande maggioranza degli Italiani non importa un accidente (stavo per dire una parolaccia) del Presidente della Repubblica, della legge elettorale, delle preferenze, dell’abolizione del Senato, della cancellazione delle Provincie, delle elezioni anticipate e così via perché i cittadini vogliono solo vivere, vivere, vivere. Fino a quando avremo una politica serva dei poteri forti, delle banche, dei mercanti d’armi e della droga, amica dei mafiosi e dei corrotti – o mafiosa e corrotta quasi tutta la classe politica … – fino a quando avremo degli incompetenti al governo, idioti in Parlamento, Consigli dei Ministri che assomigliano più a  riunioni di animatori di qualche villaggio turistico che non ad un gruppo di uomini politici che parlano di cose serie, non potremo far altro che piangere lacrime amare e vedere svanire tutto quanto abbiamo messo da parte in tanti anni di vero e di duro lavoro; quel lavoro che gli uomini della politica italiana manco sanno dove stia di casa. Fino a quando ci illuderemo che la dittatura camuffata da democrazia sia la soluzione dei nostri problemi, quella gentaglia potrà continuare a prenderci per il culo. Fino a quando andremo a votare per chi è stato designato, non si sa bene da chi, fino a quando daremo il voto a gente ignorante prestata alla politica, fino a quando penseremo che lo Stato “debba” aiutare chi ha bisogno – anziché metterci a lavorare seriamente – e fino a quando pretenderemo questo aiuto non arriveremo da nessuna parte. Fino a quando accetteremo il sistema delle tangenti (nel pubblico, come nel privato), fino a quando avremo dei giudici che si lamentano perché è stato riconosciuto loro un solo mese di ferie, fino a quando avremo solo diritti e non doveri, fino a quando avremo diritto fino a quasi 150 giorni di riposo all’anno (nell’impero romano ormai decadente i giorni di ferie erano 180: ci siamo vicini), fino a quando penseremo che per avere diritto ad uno stipendio basta bollare la cartolina (magari anche senza andare in ufficio, o in fabbrica …) e non raggiungere un risultato. Fino a quando accetteremo tutto questo – e tante altre schifezze anche peggiori – la crisi ce la saremo voluta. Perché, vedete, il problema è, sì, la politica e quei pagliacci che la politica fanno di mestiere, ma il vero problema siamo noi con le nostre pretese, con le nostre piccole truffe, con le nostre meschinità. Siamo quasi tutti troppo ignoranti e ci fa comodo mandare al governo e in Parlamento ignoranti come noi che soddisfino le nostre pretese.

Vorrei chiedere al nuovo Presidente della Repubblica che mi revochi la cittadinanza italiana. Me ne vergogno troppo. Comincio ad augurarmi che l’Austria invada la Pianura Padana e ricostituisca il “Lombardo Veneto” (allargato al Piemonte, dove abito). Forse gli Austriaci sapranno farci lavorare e faranno pulizia. Avrete capito che sono stufo: la misura è colma

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