Pubbliche scuse e chiarimenti

Ho ricevuto la seguente lettera, via e mail. Ne pubblico il contenuto e la risposta.

Egr. Dott. Vacca,

Ho l’onore di dirigere un club che non teme confronti con nessuno in quanto a sportività e correttezza, valori che certamente sono patrimonio anche della Scacchistica Torinese e che la sua mail rischierebbe di offuscare, se non ci avesse pensato il vostro presidente alla premiazione, a riconoscere il valore tecnico della gara dei bambini U10 di Ostia Scacchi!

Comprendo il suo dispiacere per non aver potuto seguire dal vivo le partite, e la sua rabbia per non aver saputo contenere le sue emozioni, di fronte a un arbitro che facendo il suo dovere la invitava a rispettare il regolamento, ma questo non può e non deve consentirle di offendere, nè tanto meno ledere la reputazione degli avversari. Falsità e allusioni per nessuna ragione sono tollerabili in un blog pubblico.

La vicenda si riassume in poche righe. Alla riunione dei capitani era stato spiegato dall’AI Franca Dapiran cosa può dire e cosa non può dire un capitano. Era stato detto anche che un comportamento come quello del suo giocatore sarebbe stato considerato “mossa irregolare”. Lei quindi non poteva intervenire dicendo “no”. Il suo è stato a tutti gli effetti un aiuto al giocatore, evitandogli di compiere mossa irregolare. Non solo la mia protesta è stata più che fondata ma era un dovere! L’unica persona che ha violato i regolamenti è stato lei. E sempre lei invece di accettare un richiamo ha preferito fare una lunghissima scenata, ad alta voce, dimostrando menefreghismo verso tutti i giocatori, compresi i suoi.

Alcune frasi del suo lunghissimo post sono inaccettabili e la invito a rettificarle entro 48 h e a pubblicare questa mia lettera sul suo blog e sulla sua pagina facebook.

“Quel signore voleva solo portare a casa un punto immeritato” “pretendeva una sanzione” E’ completamente falso che io abbia chiesto una sanzione. La mia è stata una protesta contro un palese aiuto al giocatore. La sua interpretazione è invece allusiva e lesiva della mia reputazione.
“Considerata la totale incapacità a giocare di un suo pupillo!” Spero che lei si vergogni a lungo per avere scritto queste parole. Filippo Casagrande è un bravissimo giocatore, sono fiero di essere il suo maestro. Chieda scusa per questa frase vigliacca nei confronti di un bambino.
“Sono stato espulso dalla sala ed è stata assegnata la vittoria per 4 a 0 (così mi è stato detto) all’Ostia.” Ma si vuole informare prima di scrivere certe corbellerie? La partita in quarta scacchiera è stata vinta da Torino e l’incontro è poi finito 2-2.
insegnare ai bambini ad ottenere i risultati con l’inganno, pur di prevalere su avversari più onesti?” Scrivere una frase del genere in quel contesto senza specificare a chi si riferisce è una chiarissima allusione gravemente lesiva della reputazione mia e del team di istruttori di Ostia Scacchi.
 

Caro Vacca, la smetta di sparare ad alzo zero e guardi la realtà. I fatti dicono che lei, in qualità di capitano ha aiutato un suo giocatore! Chieda scusa per la sua ignoranza del regolamento e non se la prenda con chi le regole ha il dovere di farle rispettare. Se per lei i regolamenti sono carta straccia si metta l’animo in pace che il mondo continuerà ad andare avanti con essi. Con lei o senza di lei.

Distinti saluti
Francesco Nassetti
Riporto la mia risposta:
Gent. Sig. Nasetti, La ringrazio di aver risposto a quanto ho scritto sul mio blog.

Anzitutto mi scuso per aver citato un risultato errato, ma MI E’ STATO RIFERITO da persona affidabilissima che alla squadra della Torinese è stato inflitta la sconfitta a tavolino per 4 a 0. Come ho detto, si trattava di persona molto affidabile, per cui non ho ritenuto opportuno fare ulteriori verifiche.
Per quanto riguarda la frase “insegnare ai bambini ad ottenere i risultati con l’inganno, pur di prevalere su avversari più onesti?” ne sono più che convinto, MA NON MI RIFERIVO AI SUOI RAGAZZI: il mio disappunto e la mia rabbia vanno contro certi sedicenti maestri, che io ben conosco e che si comportano proprio come ho scritto ed insegnano in quel modo odioso.
“Considerata la totale incapacità a giocare di un suo pupillo!”: una frase infelicissima e di questa mi scuso. Anche se nella partita incriminata il suo allievo non giocò al meglio affermo – e al mattino di quel 30 ottobre l’ho affermato pubblicamente – che i giocatori della squadra ostiense erano decisamente preparati e si erano presentati come i più accreditati avversari della SST per la vittoria finale.

Lei ha affermato che “il comportamento (mio) deve essere sanzionato”. Sicuramente si riferiva al fatto che con il mio spontaneo ed irrefrenabile “no” avevo disturbato i giocatori. Questo ci può stare, ma che io abbia fornito un aiuto al mio giocatore, francamente: non riesco a capire, si tratta di un concetto a me estraneo, quasi alieno.

Sono vecchio, sig. Nanetti, ho conosciuto un altro mondo degli scacchi, un altro modo di giocare, altri rapporti umani. Mi sono ritirato dal gioco attivo per 14 anni quando un arbitro (il famoso Pace) non intervenne – anzi lasciò colpevolmente fare – quando un mio avversario (che stavo surclassando) si mise ad analizzare la posizione su una scacchiera, in sala da gioco e con l’aiuto del maestro Beggi (La Spezia 1973). Bruciato da quell’esperienza e per una mia posizione in fatto di etica scacchistica mi sono sempre e comunque rifiutato di fornire qualunque aiuto ai giocatori, amici o meno che fossero. Pensa ancora che io volessi aiutare un mio giocatore? Se, secondo i regolamenti attuali l’ho fatto, allora è tempo che mi ritiri (l’ho già fatto, anzi: ho dato le irrevocabili dimissioni da socio della SST dopo 54 anni). Certamente il mondo degli scacchi andrà avanti senza di me. Rimane il dilemma: dove andrà a finire?
Non chiedo scusa per la mia ignoranza del regolamento: lo conosco, MA NON LO ACCETTO. E’ proprio tempo che mi ritiri!
Cordiali saluti.
Cesare Vacca.

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