Quando gli scacchi sono pura estetica

La mossa è al Bianco: come finisce la partita?
La mossa è al Bianco: come finisce la partita?

In un torneo di scacchi, si sa, le ultime mosse prima dello scadere del tempo a disposizione sono le più adatte a commettere svarioni, a prendere decisioni affrettate, a perdere l’occasione di vincere in poche mosse, a scegliere continuazioni inferiori che fanno la felicità dell’avversario.

Immaginate di trovarvi – nel corso di una partita a scacchi – nella posizione sopra riportata in diagramma. Il Bianco ha due pezzi in più, ma il Nero ha un pedone passato inarrestabile e vicinissimo alla promozione. Non vi verrebbe voglia di rovesciare i pezzi sulla scacchiera, oppure, più elegantemente, di complimentarvi con l’avversario per la brillante vittoria? Perché il gioco del Nero è stato brillante, di sicuro: ha sacrificato due pezzi per raggiungere la posizione del diagramma!

Se foste a corto di tempo, non potreste accorgervi che nell’analisi del Nero c’è una falla, che potreste sfruttare a vostro vantaggio (diceva un grande maestro di scacchi che tutte le analisi che si protraggono oltre le 5 mosse contengono inevitabilmente qualche errore). Qui il Nero ha evidentemente interrotto le analisi alla posizione data: il pedone non si può fermare, per cui il Bianco può abbandonare. Invece il Bianco vuole continuare a lottare e trova:

1 Cc6!! …….

Sembra lo scalciare dell’impiccato, l’ultimo trucco da caffè: se il Nero decidesse di bruciare le tappe e di spingere a promozione il Pa3, dopo 1. …, a2??; 2. Cb4+, perderebbe il Pedone e la partita. Però il Nero può catturare tranquillamente il Cavallo e poi riportare il Re a difendere il Pd4, mantenendo ben chiusa la diagonale a1-h8.

1 ……. Rxc6
2 Af6 …….

Il Nero si agita sulla sedia e pensa che il suo avversario non voglia arrendersi all’evidenza. Perché continua una partita a scacchi senza speranza? Il Bianco ora minaccia Axd4 e vince; il Nero è obbligato a difendere il Pedone con 2. …, Rd5; perché 2. …, Rc5??; sarebbe confutata da 3. Ae7+ ed il Pa3 cadrebbe. Va bene, diamo questa soddisfazione al povero Bianco …

2 ……. Rd5
3 d3!! …….

Ora il Nero è obbligato a spingere il Pa3 poiché a qualunque mossa di Re sulla sesta traversa seguirebbe Axd4, mentre se 3. …, Rc5; con Ae7+ il Bianco catturerebbe il Pa3; in entrambi i casi il Bianco conseguirebbe una facile vittoria. Il Nero penserà, a questo punto, che gli scacchi sono proprio un gioco pieno di sorprese. Possibile che una partita vinta lo veda in difficoltà?

3 ……. a2
4 c4+! …….

Ora 4. …, dxc3 e.p.; 5. Axc3 e vince è fuori questione, mentre alla ritirata di Re sulla sesta traversa cadrebbe il Pd4 ed il Bianco trionferebbe. Non rimane che:

4 ……. Rc5
5 Rb7!! …….

Avete mai provato questa agghiacciante sensazione? Vi eravate illusi di vincere ed ora vi trovate in una straordinaria posizione di zugzwang: il Re nero non può muoversi perché cadrebbe il Pd4. Va bene, ma il nero può promuovere il Pedone:

5 ……. a1=D

Il Nero ha raggiunto lo scopo …

6 Ae7#

Quanto ad obiettivi raggiunti, nemmeno il Bianco scherza…

Avverto che non ho presentato una partita vera e propria, ma uno studio di Kubbel del 1922.

Oggi gli scacchi sono praticati solo più a livello agonistico e coloro che godono della bellezza degli scacchi sono sempre meno. Un vero peccato perché entrare nel mondo dell’estetica equivale a vedere la danza cosmica dell’energia, a vivere in prima persona la bellezza allo stato puro.

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