Scacchi stellari: un’altra partita che pochi avrebbero il coraggio di giocare!

Un’immortale partita a scacchi basata sullo zugzwang

Alcuni penseranno che sotto questo titolo io voglia riproporvi la famosissima partita a scacchi Sämisch – Nimzowitch, nella quale il grande ipermoderno, con un gioco ispirato e con l’aiuto del sacrificio di un pezzo, ridusse il povero Bianco all’impossibilità di fare mosse che non fossero immediatamente autodistruttive.

Niente di tutto questo. Sfogliando una vecchia rivista di scacchi, il mio occhio è caduto su una partita giocata a Mosca nel 1951 (non ho trovato altre notizie in merito al torneo in cui la partita fu giocata) tra Gusev ed Averbach, maestri di primissimo piano (Averbach due anni dopo avrebbe partecipato al torneo dei candidati di Zurigo!), che, complice un’infelice trattamento dell’apertura da parte del Nero, diedero vita a qualcosa, non solo di eccezionale, non solo per avere arricchito di un’altra perla la storia degli scacchi, ma perché, attraverso gli scacchi, hanno dimostrato cosa significa essere combattenti, guerrieri.

Si è sempre pensato che la scuola di scacchi sovietica diffondesse ed incoraggiasse un tipo di gioco estremamente noioso, freddo e distaccato; indubbiamente la tecnica degli scacchi fu portata a livelli inarrivabili dai vari Botvinnik, Smyslov, Petrosian. Strateghi sopraffini, conoscitori senza uguali dei finali, peccavano in quanto ad ardimento combinativo, ma, accanto a questa tendenza della scuola sovietica, che potremmo definire “scientifica”, troviamo anche i fuochi d’artificio di Bronstein e, più tardi, di Tal, oltre alle fantastiche combinazioni di Spasski. Gli scacchi sovietici erano eccezionali e non hanno più avuto uguali. La partita a scacchi che qui presento è incredibile: dopo un sacrificio – quasi normale – di Cavallo, il Bianco sacrifica – per un solo pezzo!! – la Donna. Unico compenso: la posizione ristretta del Nero. Guardate questa partita a scacchi, poi ditemi francamente se avreste avuto il coraggio di giocare come ha fatto il Bianco.

Bianco: Gusev – Nero: Averbach, Mosca 1951

1

e4 c5
2 Cf3 d6
3 d4 cxd4
4 Cxd4 Cf6
5 Cc3 g6
6 Ae2 Cc6
7 Cb3 Ag7
8 0-0

Ae6?

Il Nero era in vena di esperimenti, cosa che tra Maestri di scacchi è sempre pericoloso. A quel tempo si giocava normalmente 8. …, 0-0 e, se 9. f4, si faceva seguire la spinta in a5. Il Bianco ora si affretta a spingere in f4 e, probabilmente, non fu una scelta felice: la sua posizione divenne fortissima solo a causa dell’incerto trattamento della posizione da parte di Averbach.

9

f4?!

Tc8?

Preferibile senz’altro 9. …, Db6+ seguita da 10. …, Axb3 e 11. …, 0-0, ottenendo un buon controllo del centro ed una posizione perfettamente giocabile.

10

f5 Ad7
11 g4 Ce5
12 g5 Cg8
13 Cd5

……

Tarrasch diceva (ed aveva ragione) che una posizione ristretta ha in sé il seme della sconfitta. Poche mosse incerte ed incoerenti da parte del Nero ed il Bianco è già in grado di minacciare 14. f6, exf6; 15. gxf6, Cxf6?; 16. Ag5 oppure 15. …, Axf6?; 16. Txf6, Cxf6; 17. Ag5, vincendo in entrambi i casi.

13

……

f6

Praticamente forzata in quanto a 13. …, e6 seguirebbe ugualmente 14. f6! Tutto questo dopo solo 13 mosse: ciò dimostra quanto infelice sia stato il trattamento dell’apertura da parte del Nero.

14

Ae3 b6
15 Cd4 Rf7
16 c3 De8
17 Ce6

……

Posizione dopo la 17.a mossa del Bianco
Posizione dopo la 17.a mossa del Bianco

Una posizione pittoresca, che merita un diagramma: 12 pezzi su 30 sono stipati nel rettangolo d5-d7-g7-g5. Il Nero è completamente soffocato: il Re è in stallo, la Donna, la Th8, il Cg8 non possono muoversi, l’Ad7 ha a disposizione solo la casa c6, la Tc8 in tutto ha tre case a disposizione (una più inutile dell’altra …), l’Ag7 può solo aspirare a portarsi in f8, il Ce5, che è il pezzo più attivo del Nero, controlla le case c4 e c6, mentre tutte le altre gli sono interdette; i Pedoni, infine controllano 12 case. In tutto, il secondo giocatore con 15 pezzi controlla solo 19 case. Analogo conteggio per il Bianco (sono valide le case attaccate da un pezzo bianco ed uno nero di uguale valore) porterebbe al valore 44! La disparità dinamica è enorme: per metterla a frutto il Bianco deve solo trovare il piano giusto.

17

…… Axe6
18 fxe6+

Rf8

Se 18. …, Rxe6; 19. Db3, Rd7; 20. Ab5+, Cc6; 21. Cb4 ecc.

19

Cxf6!

Cxf6

A 19. …, exf6; poteva seguire 20. Dxd6+, De7; 21. Dxe5 con facile vittoria.

20

gxf6

Axf6?

La resistenza del Nero sarebbe stata maggiore con 20. …, exf6; 21. Dxd6+, Rg8; ma la sua posizione sarebbe restata lacrimevole.

21

Ah6+ Rg8
22 Txf6! exf6
23 Dxd6

Tc6

Cosa può giocare il Nero a questo punto? Esaminiamo qualche possibilità. 23. …, Cc4; 24. Dd7!, Dxd7; 25. exd7 e vince, oppure 23. …, Cc6; 24. Dd7 e vince, oppure ancora 23. …, Tc5; 24. Td1!, Cc6; 25. Dc7!, Ce7; 26. Td8 e vince. Con la prossima mossa il Nero spera di allontanare la tremenda Donna, di prendere il Pe6 e di poter riorganizzare il proprio gioco, ma …

Posizione dopo la 23.a mossa del Nero
Posizione dopo la 23.a mossa del Nero

24

Dxe5!!

fxe5

Il rifiuto del sacrificio con 24. …, Txe6; 25. Dd5 seguita da 26. Ac4 porta, nella migliore delle ipotesi, il Nero a rimanere con un pezzo netto in meno. Allo stesso modo: 24. …, Dxe6; 25. Dxe6, Txe6; 26. Ac4 ed il Bianco vince.

25 Tf1

Tc8

Il Nero ha qualcosa come Donna e Torre per due Alfieri, ma è perduto! La cosa notevole è che il Bianco ora non concluderà la partita con il matto, ma soffocando lentamente l’avversario, sfruttando quanto segue:

  1. se la Donna abbandonasse il controllo della casa f8, con Tf8 il Bianco darebbe il matto;
  2. se l’Alfiere e2 fosse sulla diagonale a2-g8, la semplice spinta in e7 (o presa in f7) comporterebbe ugualmente il matto;
  3. se la Tf1fosse in f7 si profilerebbe il pericolo del “mulinello” con la caduta della Donna e eventualmente della Torre.

Il piano del Bianco è ora semplicissimo: portare l’Alfiere e2 sulla diagonale a2-g8.

26 Ad1 b5
27 Ab3 Tc4
Se invece 27. …, De7; 28. Tf7, Te8 (se 28. …, Dh4; 29. Tf8+!); 29. Txe7 e vince. Il Nero deve chiudere in qualche modo la diagonale all’Ab3; questo era lo scopo della spinta in b5. Ora, presa la Torre, il Bianco non dovrà fare altro che attendere che il Nero esaurisca le mosse utili: a quel punto sarà costretto a muovere la Donna in una casa, dalla quale non potrà più difendere la casa f8. Si noti l’assoluta inutilità della Th8.
28 Axc4 bxc4
29 b3 a5
30 bxc4 De7
31 Rg2 Da3
32 Tf2? ……
Per la prima volta il Bianco non è all’altezza della situazione: non era il caso di preoccuparsi dello scacco in b2 e giocare senz’altro 32. Tf7, minacciando Ta7: la Donna non sarebbe stata in grado di tornare indietro per difendere la casa a8. Per esempio: 32. Tf7!, Dxb2+; 33. Rh3, Dxc3+; 34. Rg4, Db4 (unica possibilità per difendersi dal matto in f8, ma da b4 la Donna non può controllare a8); 35. Ta7 e vince.
32 …… De7
33 Tf1 g5
Il Nero si è sicuramente accorto della possibilità del Bianco di giocare Tf7, vincendo al colpo, per cui si guarda bene dall’allontanare la Donna, ma così il Bianco è in grado di creare una nuova minaccia di matto:
34 Tf5! ……
Ora i matti minacciati sono due: in f8 ed in g5 e la Donna ha solo due case per controllare entrambi i punti. In più il Bianco ha altre due tremende minacce: entrare in modo risolutivo con Torre in f7 e spingere a promozione il Pc4. E’ troppo anche per un grande maestro del calibro di Averbach!
34 …… g4
35 c5 Dd8
36 c6 De7
37 c7 Abbandona

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